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Pescara, 14/04/2026
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Data: 27/07/2011
Testata giornalistica: La Sicilia
Caos nella Stazione fantasma Il fatto.

Pochi treni, ascensore perennemente guasto, viaggiatori disorientati, nessuna indicazione A sinistra alcuni turisti cercano informazioni senza ottenerle. In basso un ... Francesco Di Mare Se non fosse per il bar e l'edicola, la Stazione ferroviaria centrale del capoluogo sarebbe da chiudere. Non avrebbe senso tenere aperta una struttura dove - in questo periodo - arrivano e partono a malapena due treni al giorno, dove l'ascensore è guasto un giorno si e un giorno pure, preso di mira anche da ironici manifesti affissi da qualche bontempone. Come non avrebbe senza tenere aperta una stazione nella quale i pochi viaggiatori che arrivano non sanno dove andare a prendere gli autobus sostitutivi dei treni, messi a disposizione delle Ferrovie, alla luce dello stop per lavori lungo la linea per Palermo. Accade che la gente giunta ad esempio al piano ribassato salga (ovviamente a piedi, salendo le scale con i bagagli sul groppone), arrivi nell'ampio e inutile piazzale antistante la stazione e non trovi gli autobus. Questi - gli autobus - fanno scalo infatti sotto gli alberi del Viale della Vittoria e non dove sarebbe logico, ovvero il più vicino possibile ai viaggiatori. Invece no. Non essendo informati sul luogo di partenza dei bus messi a disposizione al posto dei convogli, i passeggeri spesse volte perdono la corsa e rimangono a terra, con tutto quello che ne consegue. Lo scalo degli autobus sostitutivi al Viale della Vittoria è l'ennesima conferma del totale fallimento della piazza realizzata alcuni anni fa, con l'intento di «migliorare» il cuore della città. Si diceva dell'ascensore. Qui la faccenda ha del grottesco. L'elevatore vecchio quanto il «cucco» non ce la fa più e richiede frequentamente interventi di manutenzione straordinaria. Da un mese ormai si è fermato ancora, dopo un'altro in precedenza e altri nel corso degli ultimi anni. Dai rumors che si avvertono alla stazione, pare ci vogliano circa 9 mila euro per ripararlo, ancora. A due passi svetta recintato il nuovo ascensore che però nessuno ha ancora provveduto a collaudare e mettere a disposizione dell'utenza. E poi, come non evidenziare quegli spettrali tabelloni che dovrebbero indicare gli orari di arrivi e partenze dei treni. Ma senza treni che cosa dovrebbero indicare? Infatti sono vuoti di informazioni, simbolo di una stazione ormai fantasma, dove gli unici che vi «lavorano» sono l'edicolante e i titolari del bar, costretti da anni a fare i salti mortali per tirare fino alla fine del mese. Si diceva che il machillage alla stazione avrebbe portato benefici. A giudicare da quello che si registra in questo scorcio del luglio 2011 di beneficio non si vede neanche l'ombra. Il tutto, senza alcun intervento da parte della politica, inerme in questa lenta agonia di una stazione ferroviaria ormai declassata dai fatti.

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