I sindacati dei trasporti si mobilitano e scrivono ai prefetti, ai sindaci e ai presidenti delle province di Benevento e Avellino per protestare contro i nuovi tagli di Trenitalia. «Ancora una volta Trenitalia se la prende con Benevento e Avellino, zone interne della Campania. È questo l'ennesima aggressione ai danni stavolta del personale di dordo, i Capitreno, di Benevento e Avellino. Come se non bastasse la scure si è abbattuta sudue province che già hanno subito i tagli della manovra finanziaria precedente e quelli della regione Campania, per effetto del patto di stabilità. Infatti l'ottanta per cento (80%) dei tagli che Trenitalia ha effettuato nel contratto di servizio sul trasporto pubblico locale in Campania hanno interessato i tenitori di Avellino e Benevento». «Il tutto nasce - spiegano i sindacati- da un nuovo sistema di gestione dei turni del personale di bordo che Trenitalia ha deciso di attivare, ovviamente unilateralmente, a partire dal 24 luglio ed in violazione di un accordo nazionale del 20 maggio scorso. Il nuovo sistema di gestione turni ha previsto numerosi tagli di personale dei treni di Benevento, che nulla hanno a che vedere con l'economicità, l'ottimizzazione e la razionalizzazione delle risorse. In pratica dal 24 luglio ci saranno 13 lavoratori di Benevento e diversi di Avellino che non avranno lavoro. Chiediamo immediatamente un tavolo istituzionale con il contributo delle province di Benevento e Avellino, dei comuni capoluogo unitamente ai comuni tutti interessati, per arginare questo fiume in piena dello smantellamento ferroviario delle due province delle zone interne». Nell'attesa di un riscontro i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Uglt e Fast ferrovie hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale dei trasporti ferroviari di Avellino e Benevento. Alle difficoltà del trasporto su ferro si aggiungono quelle delle aziende che effettuano trasporto su gomma. In questi giorni alcune aziende del TPL hanno già licenziato i lavoratori a seguito del ridimensionamento dei livelli dei servizi minimi, causati dalla drastica riduzione di risorse.