Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.119



Data: 28/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il rimpasto di Governo - Giustizia a Nitto Palma. Bernini alle politiche Ue. Oggi il giuramento. Sottosegretari, pressing dei Responsabili

Berlusconi chiude il rimpasto: è un nuovo inizio, vado avanti

ROMA - Il governo è ora al completo, «può ripartire con la propria azione». Ai governatori del Pdl, Silvio Berlusconi, a sorpresa, aveva rivelato in mattinata le prossime mosse per riempire le caselle vuote nell'esecutivo. Ma se l'annuncio di Francesco Nitto Palma come nuovo Guardasigilli al posto di Angelino Alfano, neo-segretario del partito, era un po' scontata, per altro commentata da alcuni giorni, quella di Anna Maria Bernini al timone delle Politiche comunitarie (dicastero senza portafoglio), che fu di Andrea Ronchi, è giunta inaspettata.
Poco più tardi, al Quirinale, il presidente della Repubblica, alla presenza anche di Gianni Letta, ha firmato le due nomine (oggi, alle 13,30, invece avrà luogo il giuramento) durante un incontro dalla cornice formale, in un clima giudicato di freddezza. Non ci sarebbe stato alcun chiarimento sui ministeri al Nord che preoccupa tanto Giorgio Napolitano il quale, martedì scorso, ha mandato una lettera scritta al premier. Ma Berlusconi avrebbe soltanto riferito al Capo dello Stato di voler affrontare la questione con i ministri leghisti nel corso del Cdm convocato per oggi.
L'obiettivo del premier di chiudere la telenovela sul Guardasigilli, prima delle vacanze estive, è stato comunque centrato. Benché dal Quirinale non sia arrivato alcun commento su Nitto Palma, ex magistrato che diventa ministro della Giustizia, ambienti della maggioranza fanno notare che tale nomina non ha ricevuto il plauso totale del Capo dello Stato. Ma il Cavaliere guarda soprattutto alla spina che si è tolto, quella di una nomina sulla poltrona del Guardasigilli, liberata con le dimissioni rassegnate da Alfano (al quale, peraltro, non erano mai state richieste). «Alfano - ha detto il premier - potrà dedicarsi al rinnovamento del partito per essere pronti nel 2013». I dubbi, le perplessità sul nuovo assetto al ministero di via Arenula, sono stati superati solo all'ultimo dal Cavaliere che altrimenti, si dice nell'entourage, avrebbe rischiato di ingessare ministero e partito lasciando Alfano in un duplice quanto impegnativo ruolo. Certo, il premier vorrebbe adesso risolvere anche il problema della casella lasciata libera da Nitto Palma come sottosegretario al ministero degli Interni. Deve, però, aspettare qualche tempo.
Ci sono ancora tensioni da risolvere con i Responsabili e con la Lega. L'indicazione su Giuseppe Galati, già espressa da Berlusconi durante una video-telefonata, ex Udc, marito di Carolina Lussana, che ha contribuito a scrivere il provvedimento sul processo-lungo, non sembra matura per approdare a una soluzione. Probabilmente slitta a settembre. Il nome di Galati ha preso quota da quando, lunedì scorso, ha disertato il convegno sul «Cantiere dei popolari», indetto da Saverio Romano. La sua assenza fu notata perché il suo nome compariva, con caratteri piuttosto grandi, sui manifesti. Ma in ballo ci sono altre poltrone da sottosegretario per le quali la lista di prenotazioni è lunga. I primi nomi sono quelli di Francesco Pionati, Nunzia Di Girolamo, Paola Pelino, abruzzese.
L'addio di Alfano a Guardasigilli è stato salutato come un gesto «alto e nobile», degno di apprezzamento, dai colleghi di partito, tra i quali i ministri Raffaele Fitto, Giorgia Meloni e Franco Frattini. A Nitto Palma, ex Pm che va sulla poltrona di via Arenula (prima di lui sedettero altre toghe, Luigi Scotti, Vincenzo Caianiello, Filippo Mancuso, Giuseppe Conso) arrivano congratulazioni bipartisan. Ma anche l'avvertimento del Pd per il «processo lungo» in discussione al Senato. «Fermi questa legge obbrobriosa» hanno chiesto i Democratici.
Anna Maria Bernini che andrà sulla poltrona delle Politiche comunitarie, per vigilare sulla corretta applicazione delle direttive Ue, è una figlia d'arte: suo padre è il giurista Giorgio Bernini che è già stato ministro al Commercio con l'Estero del primo governo Berlusconi. E' avvocato civilista e professore associato di diritto pubblico comparato all'università di Bologna. E' stata legale di Luciano Pavarotti e della moglie Nicoletta Mantovani. Per un certo periodo si è fatto il suo nome per via Arenula. Ieri ha ricevuto congratulazioni bipartisan, senza se e senza ma. Si trovava tra i banchi di Montecitorio quando il vice-presidente, Maurizio Lupi, ha dato la comunicazione all'Aula. Dai banchi di destra, centro e sinistra si è alzato uno scroscio di applausi. Quando è uscita da Montecitorio, di fronte ai giornalisti la Bernini non ha nascosto la propria commozione. «Prima della nomina mi ha telefonato Berlusconi in persona. Oggi non voglio parlare, scusatemi, per scaramanzia».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it