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Pescara, 09/05/2026
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Data: 10/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Metro a L'Aquila, i Ds: a rischio la conclusione dell'opera. Il gruppo comunale della Quercia: "dirottati" i soldi per l'acquisto dei vagoni. La replica della Cgrt «Non c'è nessuna controversia»

L'AQUILA. La metro continua a far discutere. I tempi dei lavori si sono dilatati. Il gruppo Ds in Comune lancia l'allarme sul rischio che i lavori possano non arrivare alla conclusione. Il consigliere Giustino Masciocco, il segretario comunale Fabio Ranieri e Marino Bruno, del direttivo Ds, hanno comunicato, documenti alla mano, che la Lohr, il 28 aprile 2006, tramite l'avvocato Paolo Franco, ha dichiarato che «ritiene il contratto di fornitura (alla Cgrt) del materiale rotabile definitivamente risolto». Questo è venuto fuori durante l'assemblea dei soci del consorzio Cgrt (Costruzioni gestioni rete tranviarie), che si sta occupando della realizzazione della metro. «Ma il fatto più sconcertante», ha affermato Masciocco, «è che il legale della Lohr, nella stessa assemblea, ha sottolineato "l'illiceità della mancata corresponsione degli importi, versati dal Comune, di competenza della Lhor e stigmatizza l'utilizzo di tali somme, in un'acclarata condizione di difficoltà economico-fianznziaria della società, per il pagamento di altri fornitori. Lohr si riserva, per tale iniziativa ogni più opportuna azione a tutela dei propri diritti».
«Il Comune», ha continuato Masciocco, «aveva dato alla Cgrt oltre 2 milioni di euro da versare alla Lhor per le carrozze della tranvia. Ma sembra, almeno secondo il verbale dell'assemblea, che questi soldi alla società francese non siano mai arrivati. Il Comune diventa così parte lesa. E allora ci chiediamo: 1) perché non si costituisce contro la Cgrt? 2) Se, come affermano i nostri governanti, la colpa dei ritardi, che hanno determinato una richiesta di riserve (una sorta di risarcimento) da parte della Cgrt di 3 milioni e 700 mila euro, è della Asl, del ministero e dei residenti di via Roma, che avrebbero bloccato i lavori, perché l'amministrazione non li cita in giudizio? Noi denunciamo gravi responsabilità tecniche, da parte del Comune, ma anche politiche, che peseranno sul bilancio comunale e le tasche dei cittadini. Il sindaco aveva assicurato che alla comunità la metro non sarebbe costato neppure un centesimo. Ma la commissione, composta da Giacco, de Nardis e Liberotti, ha detto sì al pagamento dei 3 milioni e 700 mila euro. Soldi che tireremo fuori noi cittadini».


LA REPLICA DELLA CGRT - «Non c'è nessuna controversia»
Il legale dell'impresa: i vettori saranno consegnati


L'AQUILA. Non è si fatta attendere la reazione della Cgrt, che ha replicato tramite lo studio legale Manieri. «Non sussiste alcuna controversia di carattere giudiziale intercorsa o intercorrente tra Cgrt e Lhor, in relazione alla fornitura del materiale rotabile, essendo peraltro la stessa Lhor parte integrante della compagine sociale di Cgrt», si afferma inuna nota.
«Unico elemento di discussione allo stato presente tra Cgrt e Lhor», sostiene la Cgrt, «afferisce all'ammontare dell'importo della commessa, in conseguenza del fatto che i tempi di consegna, originariamente calibrati al diciottesimo mese di realizzazione dell'opera, sono stati enormemente dilatati per cause non riconducibili al concessionario; semmai all'ente concedente (cui sono tecnicamente ascrivibili anche le condotte di terzi, che abbiano illegittimamente procrastinato la consegna di aree o abbiano frapposto altri illegittimi ostacoli); la commissione istituita non ha mai preso in considerazione riserve che abbiano riguardato la fornitura del materiale rotabile, pur sussistendo diritti e ragioni di Cgrt e Lhor, anche in relazione e in ragione del ritardo della consegna conseguito ai rallentamenti nella acquisizione dell'area su cui edificare il deposito per i vettori; la consegna dei vagoni, secondo quanto previsto nel cronoprogramma e quanto concordato, dovrà avvenire entro il termine di ultimazione dell'opera; riguardo la solidità economica di Cgrt, si rassicura chi intende porla in discussione, che la concessionaria ha sempre puntualmente adempiuto le obbligazioni verso i fornitori adempienti, facendo ricorso esclusivamente a risorse interne, per un ammontare di 9 milioni per la copertura di sua competenza (40%) degli stati di avanzamento lavori (oggi circa 22 milioni) laddove, sempre per comportamenti ascrivibili all'ente concedente, non è stato possibile ricorrere all'ausilio di enti finanziatori per essere stata compromessa la bancabilità del progetto».


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