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Data: 29/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Governo e Regioni al lavoro sui ticket. Ok definitivo al decreto premi e sanzioni. Calderoli: «Chi sbaglia paga, è una svolta storica»

ROMA - «Una svolta storica nel nome di un sacrosanto principio di responsabilità»: usa toni enfatici il ministro leghista Roberto Calderoli nell'annunciare il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri al decreto "premi e sanzioni" per gli enti locali. E così Enrico La Loggia, relatore del decreto in Bicamerale che parla di «rivoluzione culturale». Adesso gli amministratori locali (governatori, sindaci e presidenti di Province) che portano i conti dell'ente in rosso non solo potranno essere rimossi, ma non potranno più ricandidarsi a cariche elettive pubbliche per 10 anni. E se il rosso è solo temporaneo, relativo quindi ad un anno, scatterà automaticamente il taglio del loro stipendio del 30%. Loro, i diretti interessati protestano. Hanno tentato fino all'ultimo di convincere il Parlamento che le punizioni sono eccessive, anche perché spesso i conti sono in rosso anche per colpa dei tagli dei trasferimenti da parte dello Stato. Ma il decreto è passato l'altro giorno in Bicamerale e ieri è diventato definitivo con il varo del Consiglio dei Ministri. «Il percorso di attuazione della riforma federalista si può ritenere compiuto per la sua parte più rilevante» esulta Calderoli. I diretti interessati sostengono esattamente il contrario? Calderoli taglia corto: «Ne prendiamo atto. D'altronde non si può chiedere all'oste se il suo vino è buono o agli automobilisti se siano contenti di essere multati, tuttavia restiamo convinti che si tratti di un decreto molto equilibrato e comunque assolutamente necessario». Si tratta dell'ottavo e ultimo decreto legislativo di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale.
E intanto rimane aperto l'altro fronte di scontro tra Regioni e governo: quello sui superticket sanitari introdotti con la manovra. L'incontro che si è tenuto ieri con il ministro della Sanità, Ferruccio Fazio, non ha risolto i problemi. Ma a questo punto si prosegue a ritmi serrati, con l'obiettivo di trovare una soluzione entro i primi di agosto. Lunedì ci sarà un tavolo tecnico. Al centro del contendere a questo punto non è più solo l'opportunità di introdurre i superticket (cosa che alcune Regioni vorrebbero evitare, altre limitare solo a determinate fasce di reddito, altre ancora rimodulare in base alla tipologia di prestazione) ma anche l'applicabilità della tabella varata l'altro ieri ed elaborata dal ministero insieme con la Ragioneria dello Stato sui risparmi che ogni Regione deve ottenere con i ticket da 10 euro sulla specialistica per i 5 mesi non finanziati del 201. I governatori protestano: quei calcoli «non sono tecnicamente corretti», impossibile trovare la copertura per 381 milioni di euro nel 2011. Dice Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni: «Dimostreremo che il problema è oggettivo: lo strumento dei ticket non può rispondere all'obiettivo».

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