PESCARA - Spendere, tutto e bene, il pacchetto dei fondi europei che l'Abruzzo ha a disposizione. Altrimenti, alla verifica di fine anno una parte del tesoretto potrebbe essere richiamato indietro. Con il rischio di lasciare nel cassetto progetti strategici. E' Sel a incalzare la giunta regionale. Sotto la lente d'ingrandimento i Fesr, fondi europei di sviluppo regionale, sul cui ritardo di spesa già i sindacati avevano sollevato perplessità nel tavolo del Patto per lo Sviluppo. Ma gli assessori regionali Alfredo Castiglione e Mauro Di Dalmazio rassicurano.
Gianni Melilla e Alessandro Cianci, Sel: «Su 350milioni a disposizione la Regione ne spende 60, e oltre al danno di non aver usato i fondi si profila la beffa di una supermulta da parte dell'Ue. Questi fondi erano destinati dal Fesr a innovazione e imprenditorialità, sostenibilità ambientale, sviluppo territoriale, ricostruzione post-sisma. I proclami di Chiodi di spendere in sei mesi quanto non è stato in grado di fare in tre anni sono propaganda. Il mancato uso dei fondi europei è una conferma dell'incapacità di spesa della Giunta regionale, fondi vitali in una fase di tagli alle Regioni e agli enti locali da parte del Governo. Tutte le Regioni si sono organizzate da tempo». Nel cronoprogramma regionale si conterebbe di arrivare ai 117milioni di spesa per la rendicontazione di fine anno; ne restano 60, come emerso nell'ultimo tavolo del Patto.
Allora i sindacati avevano chiesto certezza di spesa: se alcuni progetti hanno difficoltà a partire, si dirottino altrove i fondi. Pur di non perderli. A settembre ci sarà una verifica nel Patto; a ottobre nel comitato di sorveglianza. Roberto Campo, Uil: «Bene la spesa del Fse; sul Fesr invece ci sono ritardi per il progetto di banda larga in capo a Abruzzo Engineering, per il progetto Jessica e la bonifica siti inquinati». Gianni Di Cesare, Cgil: «La situazione sul Fesr è grave. Non possiamo permetterci di non spendere i fondi. E a fine 2012 si riaprirà la trattativa europea sui nuovi fondi: l'Abruzzo per essere credibile nel negoziato deve saper gestire il presente». Maurizio Spina, Cisl: «Si veda se c'è qualcosa che non funziona nei controlli; per le bonifiche oltre al rischio di perdere le risorse, siamo in procedura di infrazione dall'Ue».
Ma l'assessore Di Dalmazio interviene dicendo che «per le bonifiche gli uffici stanno lavorando alla ripartizione delle risorse, a cui sarà necessario aggiungerne altre; quelle disponibili saranno spese in modo puntuale». E Castiglione: «Non c'è pericolo di disimpegno dei fondi; stiamo dentro i tempi. Anzi, avremmo potuto avere una proroga di un anno per la rendicontazione. I rallentamenti del Fesr dipendono dal fatto che della programmazione 2007-2013, quando ci siamo insediati nel 2009, non era stato toccato nulla; poi con il terremoto abbiamo dovuto rimodulare i capitoli; 46milioni sono stati girati al cratere. Altri 24 potranno essere rendicontati entro novembre, per la società di gestione del fondo di rotazione per capitali di rischi dei Confidi e sturt-up di imprese innovative».