L'Anm vanta 280 milioni verso gli enti locali ma deve pagare il canone per i nuovi mezzi Oggi si discute la ricapitalizzazione della società: 37 milioni a fronte di 500 di debito
MERCOLEDÌ lo sciopero selvaggio degli autisti Anm, oggi l'Eav (Ente autonomo Volturno) sull'orlo del baratro: ieriè stato bloccato il conto bancario della società Eavbus (congelati, per il momento, gli stipendi), costola della holding dei trasporti della Regione Campania. La società è troppo esposta con le banche, da oggi in poi qualsiasi accredito verrà trattenuto come interesse passivo. Sono già partiti i pignoramenti. In bilico una delle quattro aziende partecipate dalla Regione, proprio nel giorno in cui, oggi, il Consiglio regionale discuterà della ricapitalizzazione della holding con 4.300 dipendenti. Saranno stanziati 37 milioni di euro da una variazione di bilancio, a fronte di un debito di più di 500 milioni. Una voragine che rischia di far saltare molti equilibri, soltanto «una piccola goccia per evitare che falliscano il 29 di questo mese» come ha spiegato qualche giorno fa l'assessore regionale ai Trasporti Sergio Vetrella durante l'audizione ai componenti della IV Commissione. Operazione di salvataggio nella quale l'Eavbus (1.450 dipendenti) potrebbe non rientrare ostacolata dalla normativa europea. «La ricapitalizzazione potrebbe escludere proprio l'Eavbus - avverte Antonio Aiello, segretario regionale Uil Trasporti - questo significherebbe fallimento immediato. Sappiamo che esiste una possibilità per inserire anche l'Eavbus nella ricapitalizzazione che sarà discussa lunedì. Almeno così potremo pagare gli stipendi. Per ora siamo in stato di agitazione, attendiamo risposte». A rischio dal primo agosto anche il rapporto con l'azienda di pulizia dei mezzi. Dopo aver atteso invano il saldo di un credito di centinaia di migliaia di euro, non erogherà più il servizio. Restano blindate dal piano di rinnovamento le società di trasporto su ferro: Circumvesuviana, Sepsa, Metrocampania Nord Est che comunque sopportano un debito altissimoe sono «in stato di fallimento avanzato», come ha spiegato l'assessore Vetrella. La situazione sarà discussa nelle due sedute di Consiglio che si terranno oggi e lunedì, al termine del quale arriverà la decisione. Il pericolo è comune a tutte le società di trasporto del Comune e della Regione. L'Anm, sostiene l'azienda, vanta crediti per 280 milioni di euro dagli enti locali, di cui 220 dal Comune. Ma è l'Anm, secondo la Regione, in una situazione debitoria nei confronti di Palazzo Santa Lucia. La società, fanno sapere dall'assessorato di Vetrella, ha pagato solo una parte del canone per i 132 autobus nuovi comprati dall'Eav e dati in fitto all'Anm: «Quindi è in debito con la Regione di 4 milioni e mezzo: l'unico rapporto della società è con il Comune, al quale noi accreditiamo i fondi. La Regione non entra in contatto direttamente con l'azienda». Metronapoli (540 dipendenti) è in una situazione di credito con il Comune per 120 milioni. La Ctp (Compagnia trasporti pubblici) di proprietà della Provincia di Napoli con 1.350 dipendenti, ha un passivo di bilancio di 26 milioni e 700 mila euro. Una situazione che rischia di esplodere da un momento all'altro. «È necessario un intervento serio anche da parte del governo - interviene Mario Salsano, segretario regionale Filt Cgil - che continua a tagliare risorse al settore. Siamo arrivati allo stremo, bisogna intervenire». Intanto, comunica l'assessorato regionale ai Trasporti annuncia, partirà un'integrazione tariffaria dal1 settembre peri collegamenti marittimi nel golfo di Napoli. Per gli abbonati (pendolari e residenti) sarà possibile viaggiare, indipendentemente dalla compagnia che effettua il servizio, sul modello del sistema "Unicocampania" già in vigore per i trasporti terrestri.