«PIUTTOSTO CHE NIENTE, meglio piuttosto». Manes Bernardini, capogruppo leghista in Comune, commenta con una battuta la decisione della giunta Merola di allungare da 60 a 75 minuti la durata del biglietto da 1,50 euro acquistato a bordo dei bus. E «come non essere contenti» del reperimento di 110mila euro grazie ai quali i bimbi delle scuole elementari potranno salire sul bus gratuitamente. «Ma questi spot non lasciano certo intravedere una politica lungimirante sulla mobilità». I cittadini, afferma Bernardini, «sono disposti a pagare in cambio di un servizio di qualità: mezzi comodi, puliti, puntuali. E ciò si ottiene solo se vengono realizzati anche controlli efficaci che consentono di recuperare i disavanzi creati dai 'portoghesi'». Per questo, il leghista auspica «l'installazione dei tornelli anche sui bus urbani». Più duro Mauro Sorbi, capogruppo dell'Udc in Provincia. «Che valore ha allungare la durata del biglietto lasciando invariato il prezzo - chiede - quando i dati attestano che la maggioranza della gente usa il mezzo pubblico per 4/ 5 fermate?». SORBI VORREBBE piuttosto sapere «dove siano stati indirizzati quei 18 milioni di proventi dalla gestione della sosta che Atc non ha versato al Comune», come invece avrebbe dovuto fare, almeno secondo un'indagine della Guardia di finanza messa in moto su mandato della Corte dei conti. Il casiniano «rimanda a settembre» l'assessore Andrea Colombo: «Non sarà certo sufficiente l'apprezzata gratuità ai bambini, perché non si è tenuto conto delle altre fasce deboli». Quanto ai tornelli - in area urbana rischiano di allungare i tempi di frequenza dei bus, aveva detto il sindaco, Sorbi chiede si dica la verità: «I tornelli si possono applicare solo a un 15 % dei mezzi attuali, a tre porte. Anche qui, i 18 milioni sarebbero serviti ad acquistare mezzi più moderni e adeguati». GIANLUCA NERI, segretario Uiltrasporti, contesta le scelte del Comune, perché merola «fa più che altro una difesa di una azienda ormai indifendibile». Più in generale, In generale, «si dovrebbe discutere con il sindacato per avere un quadro di interventi più articolato, non a spizzichi e bocconi come quello che sembra di avere davanti». Legambiente, invece, promuove Merola: «I primi passi non sono falsi», commenta il presidente provinciale Claudio Delucca. Che, però, chiede lo stop del people mover, «un'opera superflua e sovradimensionata».