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Pescara, 12/04/2026
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Data: 30/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Airone Technic l'ira dei lavoratori travolge anche il sindacato «Ci saremmo aspettati un maggiore coinvolgimento anche dei segretari nazionali. Ne sanno qualcosa di questa vicenda?»

Il dramma dell'occupazione

SAMBUCETO - Al presidente Chiodi chiedono perché, lui che è governatore d'Abruzzo, non riesca a imporsi ai tavoli romani per chiudere finalmente il negoziato con Cai-Alitalia sul futuro del centro di manutenzione all'aeroporto d'Abruzzo, e salvare i loro posti di lavoro. Ma le tute blu di Airone Technic, con una lettera-fiume, lanciano una bordata anche ai piani alti del loro sindacato, la Fiom Cgil: «Ci saremmo aspettati un maggiore coinvolgimento anche dei segretari nazionali che, se vogliono, fanno ancora in tempo. Ne sanno qualcosa di questa vicenda? Che peso per loro hanno ottanta lavoratori specializzati in un'economia abruzzese in emergenza? Che senso ha il Patto per lo sviluppo siglato ad aprile?».
Un affondo che sorprende i dirigenti di Fiom e Cgil in campo nella vertenza. «Noi ci siamo mossi ampiamente -ribatte Nicola Di Matteo, Fiom Abruzzo- Abbiamo sottoposto il caso anche alla Fiom nazionale già lo scorso anno, ma non ha potere di rappresentanza verso Alitalia; la categoria di riferimento è la Filt che, informata da noi, ha fatto un intervento. Ma l'unico che può risolvere la situazione è il Governo, intervenendo su Alitalia».
I lavoratori, coperti per sette anni da ammortizzatori sociali, non capiscono il perché della chiusura e ancor meno perché Cai non concluda la trattativa con la cordata abruzzese disposta a rilevare il centro. Rischiano di perdere anche le certificazioni aeronautiche. Scrivono i lavoratori: «Sono trascorsi mesi da quando Cai-Alitalia ha deciso di chiudere il centro Airone, trasferendo una cospicua parte manutentiva all'Atitech di Napoli, che fa capo a Lettieri, candidato sindaco alle ultime elezioni, sebbene i costi manutentivi di Airone siano tra i più competitivi d'Europa». La cordata di imprenditori abruzzesi guidata da Paolo Primavera aveva avviato le trattative per rilevare il centro, prima con la presentazione di un piano industriale che prevedeva il paracadute di alcune commesse da Alitalia per due anni e poi, senza risposte, si era detta disponibili a ripartire da zero, a patto che Alitalia liberasse gli hangar. Anche su questo nessuna risposta.
«Perché Chiodi non riesce a sbloccare una vertenza a parer nostro di facile soluzione?», chiedono i lavoratori. Da parte sua Chiodi, dopo interlocuzione telefonica, nei giorni scorsi è tornato a sollecitare via lettera l'ad Alitalia Rocco Sabelli per la chiusura delle trattative. Non resta che aspettare. «Ma soprattutto vorremmo sapere perché Alitalia ostacoli in tutti i modi la riapertura di questo centro di manutenzione», si interrogano le tute blu.

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