PESCARA - Non ci sta, Franco Caramanico: quel rimborso forfettario di 900 euro al mese che ogni consigliere regionale percepisce come spese per «ammortamento auto», indipendentemente che l'auto l'abbia o meno, o che risieda proprio a L'Aquila o nelle immediate vicinanze e dunque l'auto la usi poco o niente per raggiungere il Palazzo dell'Emiciclo, o peggio che neanche abbia la patente e dunque figurarsi un'auto, o peggio ancora che sia anche assessore e che quindi disponga di auto blu pagata dal contribuente senza dunque dover usare la vettura di proprietà per gli obblighi del suo mandato, proprio non lo digerisce.
E non lo digerisce, a maggior ragione, in tempi di opinione pubblica infuriata (in fondo ancora troppo poco, nonostante tutto quello che vede e più o meno digerisce) contro i privilegi della casta politica. Giorni fa Caramanico aveva annunciato la sua rinuncia, a partire dalla busta paga del prossimo mese, a quei 900 euro («Anche perchè ciascun consigliere già percepisce un rimborso chilometrico mensile, e per me che vengo da Guardiagrele sono circa 1.400 euro, bastano e avanzano»), e sperava che qualcun altro seguisse il suo esempio.
Ma nessuno ha sostenuto il gesto anti-casta del consigliere di Sel, rimasto tutto solo nella sua battaglia contro questo davvero poco comprensibile costo della politica, un «ammortamento auto» che, da solo, vale lo stipendio di un giovane precario, e magari neanche giovane, perchè ci sono famiglie che vanno avanti con meno di 900 euro al mese. «Proprio così, e allora dobbiamo renderci conto che non possiamo star lì senza far nulla, dobbiamo dare un esempio, un segnale, dobbiamo mostrarci solidali con i cittadini tartassati e che non hanno soldi per arrivare a fine mese. Se gli altri consiglieri regionali seguissero la mia iniziativa risparmieremmo 800mila euro l'anno per le casse dell'Emiciclo. Aspetto adesioni, e intanto vado avanti con la mia auto-decurtazione e con il progetto di legge per modificare il trattamento economico e previdenziale dei consiglieri regionali. Qualcosa si muoverà», spera Caramanico.
Ma l'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci, non concede molta strada alle speranze di Caramanico: «Ma perchè non si è parlato di questo quando abbiamo fatto la legge che riduce le indennità dei consiglieri regionali del dieci per cento? Lì dentro c'è già tutto: riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali e fruizione del vitalizia portato a 65 anni, mi sembra un buon modo per iniziare a ridurre i costi della politica. Abbiamo prodotto una legge all'avanguardia rispetto alle altre Regioni, una buona legge direi. Certo, tutto si può ridiscutere, tutto si può rivedere, ma detta così la questione delle 900 euro sembra un modo per sfruttare le critiche del momento alla casta politica e guadagnare un po' di visibilità. In buonissima fede e con le migliori intenzioni, non lo metto in dubbio: ma così sembra».
Insomma, poca soddisfazione per Caramanico. Se i suoi stessi alleati nel centrosinistra tacciono e incassano, figurarsi quelli che sono in maggioranza e addirittura in auto blu. Evidentemente agli assessori è concesso ammortizzare in proprio i costi dell'auto pubblica. E quella di Caramanico resterà una piccola battaglia d'estate. Persa, come ogni battaglia d'estate.