LANCIANO. Includere l'Abruzzo nell'itinerario culturale del Consiglio d'Europa e creare un'agenzia transnazionale per lo sviluppo del turismo religioso e culturale. Sono questi gli obiettivi del progetto europeo Recultivatur che impegnerà, per tre anni, 18 enti locali e quattro province abruzzesi a lavorare e interagire con Friuli Venezia Giulia e Puglia, e con Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Romania, Grecia e Ungheria, per lo sviluppo del turismo culturale e religioso. Il progetto è stato presentato, ieri, a Lanciano.
«L'obiettivo è quello di riuscire a creare un'agenzia transnazionale per arrivare a costruire un percorso culturale europeo», spiega Enzo Giammarino, coordinatore tecnico del progetto con la società "In fiera", «che faccia crescere il turismo nella regione migliorando l'appeal complessivo del territorio e la sua offerta turistica».
«Sarà un gioco di squadra», dice Pino Valente, vice sindaco del Comune di Lanciano, capofila nell'associazione temporanea di scopo "Culto e cultura in Abruzzo ente beneficiario del finanziamento", «in cui si vanno a unire conoscenze e patrimoni, tanto che il lavoro impegnerà i partecipanti per tre anni».
Non sono mancate le polemiche alla presentazione, «Tra i Paesi partecipanti al progetto c'è la Bosnia Erzegovina», fa notare l'assessore provinciale di Chieti al turismo, Remo Di Martino, «che al momento è raggiungibile solo dal porto di Ortona dopo che la Snav, che con i catamarani collega l'Abruzzo alla Croazia, ha dato il benservito a Pescara. Il porto di Ortona è lo scalo d'Abruzzo non solo per le navi mercantili ma anche per quelle passeggeri; sono soldi sprecati quelli per il dragaggio del porto di Pescara».
Che quello di Ortona sia il porto d'Abruzzo lo sottolinea anche il consigliere regionale Emilio Nasuti: «Lo scalo ortonese, non per campanilismo, ma per legge è il porto di riferimento regionale, tanto che ha ottenuto un investimento di 8 milioni di euro».
«In tempi di crisi bisogna investire su progetti di qualità», conclude Ezio Vannucci, assessore al turismo della Provincia di Teramo, «sia il progetto recultivatur che il turismo religioso lo sono. Non a caso altri comuni teramani sono pronti ad entrare nella rete dei percorsi di culto e cultura in Abruzzo».