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Pescara, 12/04/2026
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Data: 31/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Intervista al Presidente della Regione Abruzzo - Chiodi: nel 2012 supereremo l'emergenza «Abbassaremo le tasse appena possibile e sul Patto il governo ci ascolterà»

PESCARA. Presidente Gianni Chiodi, siamo di nuovo nel pieno di una bufera giudiziaria, in Abruzzo, a Roma, a Milano. Torna di conseguenza con più forza il tema della questione morale. Quali impegni può prendere un politico su questo tema?
«Ritengo che sia sbagliato parlare di questione morale per le cose che leggiamo in questi giorni sui giornali. Queste sono cose che attengono alla legalità. La questione morale in politica è non fare le cose che dici, dissipare le risorse, evitare scelte e assunzioni di responsabilità anche impopolari, pensare al consenso elettorale. Sono cose che molti scambiano per la vera essenza della politica, ma sono la vera essenza dell'antipolitica».
Lei dice: la politica fuori dalla sanità. E' un tema della questione morale?
«La politica fuori dalla sanità è una questione morale. Parlo del fatto che non solo in Abruzzo, ma in Abruzzo in maniera evidente, la gestione politica della sanità è stata finalizzata alla massimizzazione del consenso».
Facendo debiti.
«Il nostro Paese dovrebbe scrivere sulla Costituzione l'obbligo del pareggio di bilancio, per un fatto di giustizia tra le generazioni».
Pochi giorni fa ha annunciato il pareggio della sanità nel 2010.
«Ho sentito rivendicare dalle opposizioni il merito del pareggio. A me sembra di stare in un mondo fantastico, perché sono stato fortemente attaccato per i provvedimenti che hanno portato al pareggio. La cosa non regge. Anche questa è una questione di moralità politica dell'opposizione, di tutta l'opposizione».
La manovra 2011-2012 resta?
«La manovra resta tutta. Se noi riusciamo a ridurre gli sprechi, per esempio nella farmaceutica, le risorse andranno ad alimentare gli investimenti. Il nostro obiettivo è costruire una buona sanità. La buona sanità richiede investimenti in tecnologie e in medici bravi. Investimenti è la parola magica, ma servono soldi».
Gli investimenti saranno nel Piano sanitario?
«Il Piano non si occupa della declinazione degli investimenti. Nel Piano ci sarà un nuovo modello organizzativo, e ci saranno i servizi offerti, la cui qualità non dipenderà certo dal fatto che ci siano più primari che in Emilia Romagna».
Com'è il rapporto con i medici?
«Devo registrare con soddisfazione che dove c'era sfiducia nella politica vedo un'apertura, anche da parte dell'Anaao (il sindacato dei dirigenti ospedalieri, ndr) e dei medici di medicina generale. Prima questa fiducia non c'era perché pensavano che non saremmo stati equi».
La manovra comporterà ulteriori sacrifici per le famiglie. Per esempio con la compartecipazione per la riabilitazione.
«Quella non è una mia invenzione, ma una legge dello Stato del 2001 che, dove è stata applicata, ha impedito alle Regioni di andare in dissesto. Opporsi a questa legge significa violare la Costituzione. Quello che sono riuscito a ottenere è un impatto graduale in tre anni. Certamente gli operatori mi contesteranno perché penseranno che ci sarà meno richiesta di riabilitazione».
Non sarà così?
«La riabilitazione più grave sarà gratis. La compartecipazione ci sarà per le forme meno gravi. Quello che si chiede è anche un cambio culturale: per esempio, in Abruzzo l'assegno di accompagnamento è diventato un'integrazione al reddito e non uno strumento di assistenza. Questa cosa deve finire».
Tra le misure previste dal governo c'è la reintroduzione del ticket di 10 euro per gli esami specialistici. Lei però l'ha sospeso.
«Quel ticket è sbagliato e tra l'altro l'Abruzzo non ne avrebbe bisogno. Si tratta di una legge di Prodi che poi venne sospesa e che ora è stata reintrodotta. Ha sbagliato chi l'ha introdotta, ha sbagliato chi l'ha ripristinata. Io sto lavorando per trovare una copertura diversa, ma con la sospensione sono già in violazione legge, una situazione che non posso mantenere a lungo. Per questo ci stiamo coordinando tra le Regioni. Domani c'è un incontro tecnico, martedì un incontro politico. Poi deciderò cosa fare. Ma qualunque sia il provvedimento alternativo, potrà entrare in vigore solo dopo l'esito del tavolo di monitoraggio».».
Quanto incide il ticket?
«Su 3 milioni e mezzo di ricette per prestazioni specialistiche solo su 1 milione si paga il ticket, il 70% è esente e continuerà ad esserlo».
Il pareggio della sanità avvicinerà la fine del commissariamento?
«Io ho avvertito il commissariamento come responsabilità e non come potere. La fine la auspico, anche per poter confrontare la mia azione solitaria con quella che sarà in grado di fare la classe politica. Io sto lavorando non per prendere voti ma per restituire la dignità alla classe politica abruzzese, dignità che aveva perso e che per questo era stata commissariata. Quindi non vedo l'ora che accada, ma solo quando le Regioni italiane e il ministero dell'Economia insieme decideranno che le cause del commissariamento sono state rimosse. Se noi dovessimo stare in equilibrio anche nel 2011 penso che si possa proporre di restituire alla classe politica abruzzese la dignità che le spetta, io anelo a questo».
Come sono i conti del 2011?
Nel primo trimestre si prevede una situazione di avanzo, però, nella nostra previsione, a fine anno si può oscillare da un utile di 3 milioni a una perdita di 19. Molto dipenderà dall'azione dei direttori generali, che nel 2010 hanno già ottenuto un risultato straordinario».
Riuscirà anche ad abbassare le tasse?
«Lo vorrei fare io per primo. Ho parlato di questo con la mia struttura di bilancio. Ma anche questo lo decidono le Regioni e i due ministeri. E' il mio obiettivo visibile, una cosa però che vedevo programmata a fine legislatura. Ma appena ci sarà la possibilita reale lo farò».

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