Controllati i tempi di guida di decine di mezzi pesanti
TERAMO. L'accusa è pesante: aver manomesso i cronotachigrafi dei camion per mascherare i tempi di guida, di riposo e i limiti di velocità. Per questo quattro camionisti sono stati denunciati dalla polizia.
Sono accusati, in concorso con il titolare della ditta, di contraffazione di pubblici sigilli, falsità in pubbliche registrazioni, rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, truffa ai danni dello Stato per evasione dei contributi dovuti per ore lavorate e non registrate. La polstrada teramana, al termine di mirati e minuziosi controlli su decine di mezzi pesanti, ha sequestrato 4 cronotachigrafi truccati installati su altrettanti mezzi pesanti. Secondo l'accusa le manomissioni avevano la funzione di bloccare la registrazione dei tempi di guida, dei tempi di riposo e la velocità del mezzo su strada in maniera tale da risultare regolari in caso di un eventuale controllo di polizia. I camionisti, dunque, avrebbero viaggiato per chilometri e chilometri senza fare le dovute pause di riposo e superando i limiti di velocità. Il tutto senza lasciare traccia sul tachigrafo, vera e propria scatola nera dei mezzi pesanti.
Il codice della strada prevede che dopo una guida di 4 ore mezza il conducente debba interrompersi per 45 minuti. Ma la norma viene spesso ignorata. Le indagini si sono basate anche sulla denuncia di un autotrasportatore che nei mesi scorsi aveva riferito alla polizia stradale di alcune irregolarità relative ai tempi di guida e di riposo che tutti i conducenti di mezzi pesanti superiori a 3,5 tonnellate sono tenuti a rispettare. Irregolarità che, secondo il camionista, avvenivano attraverso la manomissione del cronotachigrafo obbligatorio su tutti i mezzi pesanti superiori a 3,5 tonnellate. Così la procura ha disposto perquisizioni sui mezzi di diverse ditte e, in particolare, quella da cui dipendeva l'autotrasportatore che aveva segnalato l'illecito. Blitz sono scattati a Mantova, Brindisi e Miglionico di Matera.