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Data: 31/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Bossi insiste: «A Roma è tutto marcio. Ministeri al Nord per salvare il Paese». Il leader leghista rilancia: Agricoltura in Emilia

Poi esulta per la bocciatura della legge contro l'omofobia

ROMA - Umberto Bossi non demorde e torna a insistere sulla pagliacciata dei ministeri al Nord. E dopo l'apertura degli uffici nella villa reale di Monza, parlando sabato sera a Salsomagiore (Parma), rilancia: «Se a Bologna o in Emilia ci fosse il ministero dell'agricoltura forse andrebbe meglio, perché qui ci sono gli agricoltori».

«A Roma possono restare le gambe, ma la testa deve stare vicino a dove sono le imprese, le realtà produttive, si sono già messi in lista un sacco di imprenditori e di persone per venire a parlare, è stata la scelta giusta, presidente», ha detto il capo leghista rivolgendosi al capo dello Stato, che nei giorni scorsi ha inviato una dura lettera al premier Silvio Berlusconi sulla vicenda dei ministeri al Nord, bollati come incostituzionali.

«Il presidente della Repubblica - ha detto ancora Bossi - ogni tanto dice che non è d'accordo. Io gli voglio bene, è sempre stato un amico, ma da qualche parte si dovrà iniziare. Si vuole il federalismo, poi tutto resta a Roma? Quando lo diceva Prodi il decentramento andava bene, ora no? È come quando all'inizio noi parlavamo di federalismo e dicevano che eravamo matti, poi sono diventati tutti federalisti». «A Monza - ha aggiunto Bossi - abbiamo portato i primi ministeri, a Roma va male tutto, è tutto un po' marcio, e questa cosa può aiutare a salvare il Paese. Li abbiamo portati a Monza perché il sindaco è della Lega e ci ha dato gratuitamente la Villa Reale. È il primo passo del decentramento».

«Non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po' disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola, anche in senso anche bonario», ha poi detto Bossi, commentando la bocciatura dell'aggravante dell'omofobia, avvenuta nei giorni scorsi alla Camera anche con i voti della Lega Nord. «Meno male - ha detto Bossi - che non è passata l'aggravante dell'omofobia, tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti. Meno male che ci siamo opposti a questa legge, perché non era giusta».

«Il ticket sanitario non va bene, perché tocca la vita delle persone», ha quindi ribadito Bossi. «Ieri - ha ricordato - al consiglio federale abbiamo parlato della necessità di risolvere il problema del ticket sanitario, forse è meglio aumentare il costo del tabacco. Lo Stato deve dare sanità e scuola e non si deve allargare troppo, ma è meglio non toccare la sanità». Rilanciando l'ipotesi di mettere la tassa sul tabacco, Bossi si è detto fiducioso di riuscire a convincere Tremoni: «Lui - ha detto - fuma i miei di sigari, non si diventa per caso ministri del Tesoro...»

Persa Miss Italia, che dopo tanti anni non si terrà più a Salsomaggiore, la cittadina termale parmense potrà consolarsi con la finale di Miss Padania, ha infine assicurato Bossi durante il comizio in piazza. Salsomaggiore ha, da qualche mese, un sindaco leghista, Giovanni Carancini, che ha accolto Bossi alla manifestazione. La vicepresidente del Senato Rosi Mauro, presente con loro sul palco, ha ricordato una promessa fatta in campagna elettorale: portare la finale di Miss Padania a Salsomaggiore come compensazione della perdita di Miss Italia. «Se a Umberto andrà bene - ha detto la Mauro - la finale di Miss Padania la faremo qui». Bossi ha annuito e dato il suo assenso: «Va bene, va bene, la faremo qui». Prima del comizio di Bossi, sul palco, si era svolta, una delle tante selezioni del concorso di bellezza padano.

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