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Pescara, 12/04/2026
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Data: 31/07/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Vertenza AirOne Techinic - A rischio 80 posti se non si riapre il confronto con Cai Alitalia. «Salvate la AirOne Technic»

Di Giuseppantonio lancia un disperato appello per scongiurare la chiusura dell'azienda

Angela Baglioni a.baglioni@iltempo.it Riaprire con urgenza il tavolo ministeriale di confronto tra Cai Alitalia e imprenditori locali per salvare i posti di lavoro della AirOne Technic. È l'imperativo che il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, rivolge al capo dipartimento Giuseppe Tripoli nel tentativo di scongiurare un esito drammatico per l'azienda che si occupa della manutenzione all'aeroporto d'Abruzzo. Un confronto che, peraltro, come sottolinea Di Giuseppantonio, non si è mai concluso. Già lo scorso 10 febbraio le parti si erano incontrate a Roma per avviare un confronto con gli imprenditori interessati a rilevare Airone Technic. «Confronto che, però, non si è mai concluso - ha ricordato il presidente - nonostante la cordata di imprenditori abruzzesi interessata a proseguire l'attività di manutenzione abbia inviato il proprio Piano industriale a Cai Alitalia e si sia detta disposta anche partire da zero, senza la garanzia di alcuna commessa a lunga scadenza. La situazione è drammatica e va affrontata con urgenza - dice Di Giuseppantonio - perché la chiusura di Airone Technic determina un ulteriore, inaccettabile impoverimento del tessuto occupazionale abruzzese e delle province di Chieti e Pescara in particolare». Ecco perché, sottolinea Di Giuseppantonio, non solo il tavolo di confronto va fissato in tempi brevi ma in quella sede Cai Alitalia deve dare una risposta, assumendo una posizione chiara e responsabile. «La concessione degli ammortizzatori sociali, per quanto di lunga durata - conclude il presidente della Provincia - non risolve il problema. Né possiamo dimenticare che la Regione Abruzzo ha investito sulla formazione dei manutentori circa 800.000 mila euro nell'arco di quattro anni al fine di garantirsi risorse umane altamente specializzate».

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