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Pescara, 12/04/2026
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Data: 01/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Bus urbani, torna il biglietto da oggi stop ai benefìci prime proteste degli utenti. Dopo 28 mesi di viaggi gratis riprende il pagamento (Le tariffe in vigore dal 1° agosto)

I residenti del Progetto Case: noi i più penalizzati

L'AQUILA. Biglietto, prego. Da oggi, sui bus urbani, le corse tornano a pagamento. Singola corsa un euro, biglietto da 90 minuti a 1,20, tariffa giornaliera 2,30. L'Ama ha ripristinato la rete di vendita, ma non si fanno attendere le prime proteste degli utenti.
«Dal primo agosto», scrive Giuseppe Michetti, «si tornerà a pagare il biglietto sugli autobus urbani. Una spesa in più per le tante persone dislocate nelle varie periferie della città. E per i tanti giovani che non hanno la macchina è difficile spostarsi. È per questo che chiedo ai signori dirigenti dell'azienda di poter lasciare gratuita almeno la corsa dell'autobus numero 99, quello, cioè, che taglia la città per lungo, percorrendo i vari punti strategici dove la comunità aquilana è costretta a frequentare in attesa della rinascita del centro storico. La corsa del 99 è utile anche per i tanti studenti che frequentano l'università situata nelle vicinanze dell'Aquilone, i quali potranno disporre di una sorta di navetta gratuita molto utile. Lasciando gratuita la corsa del 99 ognuno avrebbe, per il momento, l'opportunità di spostarsi, per esempio, per andare a fare la spesa dal terminal al supermercato, senza sovrapprezzo di un secondo biglietto, per farlo poi quando dovrà tornare a casa con gli altri autobus. Dal momento che comunque sugli altri autobus si tornerà a pagare», suggerisce l'utente, «una buona idea è anche quella di lasciare due navette, a pagamento, che percorrano le zone del progetto Case a Ovest e a Est della città fino alla mezzanotte, per dare la possibilità, a chi abita nelle frazioni distanti dall'Aquila, di poter trascorrere qualche ora in più in città».
Contrari al ritorno al pagamento dei biglietti anche alcuni residenti nel progetto Case. «Noi siamo i più penalizzati», affermano. «L'Ama non tiene conto della disparità di trattamento tra chi ha perduto la casa e chi invece è riuscito a rientrare nella propria. In questo periodo entrambe le categorie hanno usufruito dell'esenzione, che andrebbe mantenuta per chi è ancora dislocato lontano dalla propria abitazione».

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