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Pescara, 12/04/2026
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Data: 01/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
I politici non mostrano i redditi. Solo 10 assessori e consiglieri pubblicano i dati sul sito del Comune (I redditi dei politici - guarda)

PESCARA. L'anagrafe degli eletti, il servizio on-line del Comune che rende pubblici dati anagrafici e stipendi di assessori e consiglieri, si è rivelato un flop. A tre mesi dall'entrata in vigore di questo sistema, solo in dieci hanno presentato documenti e denunce dei redditi.
Si tratta di 3 assessori, su un totale di 12 e di 7 consiglieri, su 40. Non ha ottemperato all'obbligo nemmeno il sindaco Albore Mascia.
Insomma, quello che doveva essere lo strumento di trasparenza per far conoscere ai cittadini la vita e le azioni degli amministratori, si sta dimostrando un fallimento, al contrario di altre città italiane.
CHE COS'E'. L'anagrafe è stata pensata con l'obiettivo di pubblicizzare i dati anagrafici degli eletti, l'elenco degli incarichi ricoperti, gli stipendi, i rimborsi, i gettoni di presenza percepiti, i dati più importanti delle dichiarazioni dei redditi, i contributi elettorali ricevuti e le spese sostenute, nonché l'elenco degli atti presentati e il numero di presenze alle sedute di giunta, consiglio e commissioni. Tutta questa enorme mole di dati deve essere pubblicata sul sito Internet del Comune. Ma basta cliccare sull'apposito link del sito per verificare che i politici, che si sono messi in regola presentando il modulo da riempire consegnato dagli uffici, sono davvero pochi. Il regolamento non prevede sanzioni, ma solo un obbligo morale nei confronti dei cittadini. Tra l'altro, nell'aprile scorso, gli uffici dell'ente hanno inviato una lettera a tutti gli amministratori e i consiglieri per invitarli a presentare subito la documentazione richiesta.
Sarà forse che ad assessori e consiglieri non piace far conoscere ai cittadini che li hanno votati la loro vita e soprattutto i loro redditi? Chissà. Resta comunque il fatto che l'apposita delibera - approvata il 17 dicembre dell'anno scorso su proposta di Fausto Di Nisio (Idv) - che ha dato il via all'anagrafe degli eletti, è stata votata all'unanimità dai consiglieri presenti in aula.
POLITICI IN REGOLA. Tra coloro che hanno presentato il modulo compilato, c'è chi ha evitato di indicare i propri redditi. E' il caso del vice sindaco Berardino Fiorilli (Pescara futura). Nel suo documento c'è solo l'elenco degli incarichi politici e amministrativi ricoperti dal 1998 al 2009. Alla voce compensi sono assenti le cifre. Più completa la dichiarazione dell'assessore Isabella Del Trecco (Pdl), che ha denunciato uno stipendio di 21.710 euro, nel 2009 e di 44.562, nel 2010. L'assessore Massimo Filippello (Pdl), oltre ai compensi, ci ha messo anche i redditi. Quello dell'anno scorso è stato di 28.925 euro. Figurano, inoltre, le spese elettorali sostenute nel 2009 per essere eletto: ammontano a 6.000 euro.
La lista prosegue con i consiglieri in regola. Renato Ranieri (Pdl) ha avuto un reddito complessivo, nel 2010, di 98.365 euro. Sempre l'anno scorso, ha percepito gettoni di presenza come consigliere pari a 16.536 euro.
Il reddito di Adele Caroli (Gruppo misto) è invece riferito al 2009: 40.809 euro. Giuliano Diodati (Pd), invece, ha indicato solo i gettoni percepiti come consigliere che hanno raggiunto, nel 2010, 15.377 euro. Lo stesso ha fatto Giovanni Di Iacovo (Sel) che ha indicato la cifra di 950 euro al mese. Ha il reddito più alto di tutti, tra coloro che hanno presentato il modulo compilato, Florio Corneli (Pd). Nel suo «740» del 2009 ha indicato 156.657 euro. Nello stesso anno, il reddito di Adelchi Sulpizio (Idv) è stato di 26.033 euro, mentre quello di Vincenzo Dogali, nel 2010, ha toccato gli 89.573 euro.
CHI NON HA I DATI. Tutti gli altri assessori e consiglieri risultano inadempienti, compreso il sindaco Luigi Albore Mascia. Il Centro ha provato a contattare alcuni politici per capire per quale motivo non hanno ancora ottemperato all'obbligo. Ecco alcune risposte.
«Ho consegnato a mano tutta la documentazione», ha affermato Di Nisio, autore della delibera, ma nella lista dei politici non in regola, «e non è stata accettata. Gli uffici mi hanno detto che va presentata solo per via telematica, ma forse hanno interpretato male il provvedimento approvato. Comunque, ho tentato di inviare i miei dati on line, ma non ci sono riuscito». «Non mi sono messo in regola, perché il modulo che ci hanno consegnato è complicatissimo», ha detto Enzo Del Vecchio (Pd), «non sono riuscito a capirlo».

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