MILANO L'azzeramento dei vertici dell'Atm deciso dal nuovo sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, continua a provocare dure polemiche da parte del centrodestra che accusa il primo cittadino di voler attuare uno spoil system tutto rivolto ai danni dall'attuale minoranza. In particolare l'ex vice sindaco Riccardo De Corato attacca Pisapia per aver allontanato l'ex presidente dell'azienda, il manager Elio Catania. L' «epurazione» di Elio Catania dall'Atm è «un'altra delle vergogne dei primi cinquanta giorni di Giuliano Pisapia», accusa senza mezzi termini De Corato, consigliere Pdl e fino allo scorso maggio vicesindaco di Milano.
«Solo un sindaco come Pisapia - ha commentato - può epurare un manager come Elio Catania che ha avuto la grave responsabilità di avere un azienda, unica in Italia, con il bilancio in attivo, tanto che nell'ultimo esercizio ha versato due milioni di utili nelle casse del Comune, mentre tutte le aziende del trasporto pubblico in Italia sono in deficit» e sono i comuni che «devono ripianarne i debiti con i soldi dei cittadini». Criticando l'aumento del biglietto dei mezzi pubblici da un euro a un euro e cinquanta, De Corato ha aggiunto che «la cacciata di Catania è un'altra delle vergogne dei primi 50 giorni di Pisapia, che ricorderemo sempre ai milanesi».
Palazzo Marino replica sostenendo che «non è una punizione. In questi anni, i vertici dell'azienda hanno avuto un atteggiamento quanto meno discutibile, che impedisce qualsiasi possibilità di rapporto fiduciario per quanto riguarda incarichi e stipendi». Il sindaco si è avvalso della facoltà che gli è riconosciuta ri revocare nomine di tipo fiduciario nei primo 180 giorni del suo insediamento. Le spiegazioni di Pisapia non hanno convinto la minoranza: «La fame di posti a sinistra è smisurata - assicura il capogruppo leghista Matteo Salvini - e la nuova maggioranza sta occupando tutte le poltrone possibili». I primi a finire nel mirino, circa un mese fa, sono stati i 31 su 32 dirigenti esterni del Comune scelti dalla precedente amministrazione e il cui contratto era stato prorogato fino ad ottobre 2011. L'unico a salvarsi è stato il comandante della Polizia locale.