PESCARA - Liberare risorse e alleggerire la pressione fiscale dopo la politica del rigore. E' questa la richiesta più pressante che arriva dalle organizzazioni sindacali, soprattutto in ordine al ripristino dei fondi Fas. I finanziamenti europei destinati allo sviluppo sono stati impegnati dalla Regione per il ripianamento dei conti della sanità. Ora, a detta di Cigl, Cisl, Uil e Ugl, il presidente Chiodi deve guardare avanti.
Ieri l'incontro tra l'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci e i quattro segretari regionali: Gianni Di Cesare (Cgil), Maurizio Spina (Cisl), Roberto Campo (Uil) e Piero Peretti (Ugl). Il tema era appunto quello della variazione di bilancio appena licenziata dalla Giunta Chiodi prima del voto decisivo del Consiglio regionale. Masci ha riassunto lo spirito con cui si sta operando: «Una manovra che non può essere letta come una semplice rimodulazione dei conti, ma in cui sono state inserite norme che, se da un lato ci consentono di tenere sotto controllo il Bilancio, dall'altro hanno proprio l'obiettivo di liberare risorse che dovranno essere impegnate per alleggerire la pressione fiscale e rilanciare lo sviluppo».
La manovra prevede, tra l'altro, il ripristino di 10 milioni di euro di economie vincolate per il settore dei lavori pubblici che fanno capo ai piani operativi dei comuni, quindi risorse già destinate ad opere di riqualificazione urbana e interventi di edilizia residenziale pubblica. «Si tratta di spese obbligatorie -ha spiegato Masci- poiché riguardano opere già realizzate. Le risorse sono state individuate nello stesso settore dei lavori pubblici, ma non erano mai state utilizzate e quindi occorreva riprogrammare la loro destinazione».
La manovra prevede, inoltre, 1,6 milioni di euro aggiuntivi alla voce protezione civile e ambiente, destinati in parte a parchi e riserve. Altri 450 mila euro «che rischiavano di andare persi», secondo la puntualizzazione dell'assessore, sono stati recuperati per il sociale.
Masci spiega poi l'introduzione delle norme sulle partecipazioni «che ci permetteranno, entro 180 giorni, di fare una verifica di tutti gli enti in cui la Regione partecipa per valutarne l'eventuale uscita. Tuttavia questi enti non vanno affatto confusi con quelli partecipati dalla Regione, come Arpa, Gtm, Sangritana, Saga, eccetera di cui è comprovata la strategicità».
L'assessore fa poi un'altra precisazione che vale un po' per tutti: zVogliamo che tutte le Direzioni e gli uffici regionali si rendano conto, fin da ora, che la linea di rigore che abbiamo sposato, relativamente alla spesa dei vari settori, è ormai sistematica, cioè strutturale. Per questo si sbaglia di grosso chi liquida questa manovra come una semplice operazione ragionieristica».
Sul versante della pressione fiscale, i sindacati chiedono la predisposizione di uno studio di verifica, sul modello già adottato dalle altre regioni.