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Pescara, 12/04/2026
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Data: 02/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi, Berlusconi in campo «Vado io in Parlamento». Il Cavaliere domani alle Camere con un pacchetto di nuove misure

ROMA - Silvio Berlusconi ha deciso: «Ci metto la faccia. Andrò a riferire in Parlamento». A mezzogiorno, dopo avere cancellato un vertice a Palazzo Grazioli, il premier ha rotto gli indugi. Domani parlerà, prima alla Camera, poi al Senato, della difficile situazione dei mercati. Vuole rassicurare sulla stabilità dell'economia italiana, ma anche sui possibili rischi della speculazione finanziaria. E farà appello a un'assunzione di responsabilità da parte di tutti, opposizioni comprese. Dichiarando che occorre una tregua ed un patto per la crescita. Un progetto che parte dalla riforma fiscale fino al piano per il Sud, sblocco di 7 miliardi di euro per nuove infrastrutture sia nel Mezzogiorno che al Nord. Come in America, punterà alla cooperazione fra tutte le forze politiche. Così toglierà un po' di scena al ministro Giulio Tremonti. E questo, non sembra gradito alla Lega.
Quando ha deciso di compiere quel passo, Obama aveva già annunciato l'accordo sull'aumento del tetto del debito, e le borse affrontavano uno dei lunedì neri della loro storia. A quel punto, il Cavaliere ha sciolto ogni residuo dubbio, convinto da una moral suasion dei fedelissimi, come Paolo Romani, Fabrizio Cicchitto, Osvaldo Napoli e Maurizio Gasparri. Tuttavia nella Lega emergono perplessità circa un discorso che può «essere fuori tempo e fuori luogo», come l'ha definito Roberto Calderoli. Anche nel Pdl molte voci contrarie. Come quella di Paolo Bonaiuti, portavoce: «Resta sempre l'incognita dei mercati». Mentre Angelino Alfano ha favorito questa mossa (chiedendo anche all'opposizione di comportarsi come in Usa), nel partito molti temono di cadere in una trappola organizzata da Pd e Terzo Polo, che hanno voluto il premier in Parlamento. Berlusconi avrebbe replicato, con i collaboratori, di non avere intenzione di nascondersi, di non volersi arrendere all'opposizione.
L'agenda di quel che Berlusconi farà domani è grosso modo questa (deve ancora essere completata): nelle prime ore del mattino, presiederà una riunione del Cipe, per approvare il finanziamento, come ha precisato Angelino Alfano, segretario Pdl, di oltre 70 opere pubbliche strategiche per un importo di oltre 7 miliardi di lire. Al termine, presiederà un Consiglio dei ministri, per dare il via libera a quelle opere. Quindi, in tarda mattinata, si recherà a Montecitorio e nel pomeriggio al Senato (è possibile un'inversione di rotta, inizio a Palazzo Madama e conclusione alla Camera). Il giorno dopo, giovedì mattina, presiederà un tavolo a Palazzo Chigi con le parti sociali che hanno firmato un documento per chiedere misure per la crescita. Sempre per giovedì è atteso nel pomeriggio un incontro delle parti sociali con le opposizioni, Pd e Udc in primis. Ma è assai probabile che il premier, intendendo segnare un proprio ritorno sull'economia, anche per togliere spazio a Tremonti, che viene visto in forte difficoltà, annunci misure anti-casta. Non a caso, avrebbe da tempo commissionato un report per conoscere quali tagli sarebbero più graditi dall'elettorato.

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