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Pescara, 14/04/2026
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Data: 03/08/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Eav, niente stipendio e niente bus. Mezzi fermi: sulla ricapitalizzazione slitta la decisione in Consiglio regionale

L'AZIENDA sull'orlo del fallimento, lo stipendio che non arriva, un futuro nero all'orizzonte. L'unica soluzione: bloccare i bus. Da tre giorni a Napoli, Torre del Greco, Sorrento e Castellammare č ferma la circolazione dei mezzi dell'Eavbus. Una protesta spontanea o meglio uno sciopero selvaggio dei lavoratori dell'azienda di trasporto su gomma del gruppo Ente Autonomo Volturno (Eav), holding dei trasporti di proprietą della Regione. Una crisi difficilissima dell'intero gruppo su cui grava un deficit di 500 milioni e una futura (e provvisoria) misura di salvezza: la ricapitalizzazione di 37 milioni, stanziati da una variazione del bilancio regionale. L'operazione sarebbe rivolta soprattutto alle tre societą di trasporto del ferro dell'Eav (Sepsa, Circumvesuviana, Metrocoampania NordEst), dalla quale potrebbe restare fuori proprio l'Eavbus, con il conseguente fallimento dell'azienda. Ieri mattina se ne doveva discutere e decidere in Consiglio regionale. Un presidio di lavoratori si č trattenuto l'intera giornata davanti alla sede del centro direzionale. Ma la decisione č stata rinviata a domani. Attimi di tensione durante la pausa dei lavori: due consiglieri del gruppo Pse Gennaro Oliviero e Gennaro Mucciolo si sono incatenati al banco della presidenza per denunciare la gravitą della situazione. «Nello stesso tempo la giunta regionale ha determinato con la delibera 964/2010 per il solo anno 2011 - protestano i consiglieri Oliviero e Mucciolo - il mancato trasferimento di risorse alle province e alle cittą capoluogo per circa 90 milioni di euro rispetto al precedente anno 2010 solo per il comparto gomma, provocando un esubero di oltre 2000 unitąe mettendo in ginocchio l'intero settore». Sono 4.300 i dipendenti della holding, 1.450 quelli dell'Eavbus. Tutti pronti a lottare con le unghie e con i denti per il proprio posto di lavoro. Anche se le possibilitą, al momento, sono davvero esigue. «Non c'č alcuna traccia di rilancio per il trasporto pubblico locale - scrive il sindacato Slai Cobas in una nota - nessun piano di investimenti mirati al miglioramento della mobilitą ma un piano lacrime e sangue per utenti e lavoratori». Nei giorni scorsi i sindacati avevano chiesto lo stato di crisi per consentire l'utilizzo degli ammortizzatori sociali e forme di incentivazione all'esodo. Il clima, nelle ultime ore si č arroventato e ha indotto i lavoratori a denunciare gli sprechi compiuti per anni all'interno dell'azienda. I sindacati Slai Cobas e Faisa Cisal distribuiscono note in cui parlano di «dirigenti esautorati, colpevoli dello sfascio finanziario, di un'assunzione disposta di recente senza selezione pubblica dietro 60 mila euro di compenso». «Č necessario un intervento tempestivo - interviene Tonino Aiello, segretario regionale Uil Trasporti - siamo al collasso, bisogna decidere in fretta». Intanto, durante i lavori del Consiglio regionale di ieri, sette consiglieri dell'opposizione si sono dimessi dal loro incarico di componenti della commissione Sanitą. Secondo i consiglieri, Caldoro ha presentato un testo diverso da quello concordato in commissione, inserendolo all'interno della manovra di assestamento di bilancio che il Consiglio si apprestava a votare. Maxiemendamento alla manovra su cui Caldoro chiederą la fiducia. Ad annunciarlo č stato lo stesso governatore.

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