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Data: 03/08/2011
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Resa dei conti per il Cda di Atm. Ticket più cari, pendolari in rivolta. Scontro Comune-Provincia sulla responsabilità degli aumenti in metrò

La resa dei conti è in programma alle ore dieci, a quattro giorni esatti dalla lettera di «licenziamento» spedita da Giuliano Pisapia ai vertici Atm. Il direttore generale Davide Corritore e il capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Baruffi, incontrano oggi il presidente Elio Catania per argomentare le ragioni dietro la revoca del Cda («Sprechi e privilegi inaccettabili») e condividere una possibile strategia operativa per l'azienda in amministrazione ordinaria. Due ore dopo, a mezzogiorno, si riunisce il Cda esautorato e prorogato fino al 15 ottobre prossimo. Sul tavolo, oltre alla lettera di Pisapia, la relazione del collegio sindacale sui conti Atm (ma non ci sarà il faccia a faccia chiesto da Catania personalmente al sindaco). Nella maggioranza si fa sentire il capogruppo Idv Raffaele Grassi: «La strada imboccata da Pisapia sull'eliminazione dei doppi stipendi per i vertici delle partecipate è quella giusta». Sobrietà. A pagare, intanto, sono i pendolari. Ieri è scattata la prima tranche degli aumenti ai costi dei biglietti sulle linee di trasporto pubblico interurbane ed extraurbane. Una corsa da Milano a Sesto San Giovanni è passata da 1,60 a 1,70 euro (e salirà a 1,90 da settembre); il viaggio fino ai capolinea di Rho-Fiera e Assago sono rincarati da 2,10 a 2,35 euro (e a settembre raggiungeranno quota 2,50 euro). «È uno scandalo» denunciano al Corriere decine di passeggeri Atm. Tra questi c'è Stefano Pisano, residente a Pero, fermata del metrò distante appena 300 metri dalla stazione milanese di Molino Dorino: «L'abbonamento è passato da 45,50 a 49 euro al mese. È un aumento vergognoso, applicato nonostante il pessimo servizio, gli scioperi continui e i treni vecchi e fuori servizio che somigliano a carri bestiame». In generale, da ieri, sono aumenti del 20 per cento i ticket su tutti i percorsi extraurbani, prima fase di una doppia stangata che dal primo settembre sarà aggravata anche dalla manovra economica di Milano sulla rete cittadina di Atm (il prezzo del biglietto salirà a 1,50 euro). Ma proprio sulle responsabilità politiche dei «ritocchi» alle tariffe scoppia una nuova polemica tra Provincia e Comune. L'assessore di Palazzo Isimbardi ai Trasporti, Giovanni De Nicola, attacca frontalmente la giunta Pisapia: «Noi abbiamo rivisto i prezzi solo del sistema d'autobus extraurbani. Gli aumenti scaricati sui pendolari dei collegamenti tranviari interurbani e delle linee del metrò fino ai capolinea sono affare del Comune». La replica di Palazzo Marino è netta: «De Nicola si guardi bene le tabelle e le delibere». Il capogruppo prc-pdci, Massimo Gatti, punta il dito contro l'amministrazione Podestà: «È falso affermare che non si poteva fare niente contro gli aumenti. Di fronte al piano tariffario imposto dalla Regione, la Provincia ha rinunciato completamente a qualsiasi politica di sostegno al trasporto locale e ai pendolari».

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