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Pescara, 14/04/2026
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Data: 03/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Cisl, lotta alle raccomandazioni - La Cisl: Bisogna finirla con le assunzioni di parenti e amici degli amici negli enti e nelle amministrazioni. Il sindacato si appella ai prefetti: più giustizia in tempi di crisi

PESCARA. Una ricerca commissionata dalla Cisl registra che, in Abruzzo, il sistema delle raccomandazioni non è mai tramontato nonostante la logica delle spartizioni clientelari riesca, il più delle volte, a gestire soltanto le briciole di quello che un tempo fu un mercato del lavoro appena appena efficiente. L'indagine ci ricorda così che ben il 62 per cento dei disoccupati, più di sei persone su dieci, è costretto a rivolgersi a conoscenti e politici per sperare di conquistare l'ambito posto sicuro.
Che soltanto il 12 per cento dei giovani cerca un posto di lavoro attraverso i centri per l'impiego, il 9% attraverso inserzioni sui giornali, il 12% tramite agenzie interinali e il cinque per cento decide di affrontare la palude delle selezioni e dei concorsi pubblici.
Nulla di nuovo, si potrebbe obiettare. Se non fosse che, a giudizio del sindacato, l'imperativo di una maggiore giustizia sociale è ineludibile in una fase di crisi economica profonda come quella che sta vivendo la nostra regione. Ed è quanto basta per lanciare una proposta, che la Cisl riassume in un appello ai quattro prefetti abruzzesi. Una sorta di patto etico, perché si possa in qualche modo invertire la rotta e cominciare ad assumere i più bravi e più bisognosi.
«Occorre un galateo delle assunzioni, per ribellarsi alla piaga delle raccomandazioni». A invocarlo è Antonio Scuteri, della segreteria Cisl Abruzzo. «Chiediamo con forza ai prefetti di intervenire perché la spartizione delle assunzioni di parenti e amici, in cambio del sospirato voto, è una piaga che interessa gran parte delle amministrazioni e degli enti regionali».
La raccomandazione per i posti di lavoro è da tempo una guerra tra politici e tra ricchi a discapito dei più deboli e di chi, sebbene non arrivi alla seconda settimana, riesce a far laureare brillantemente i propri figli. Il guaio è che nonostante gli enormi sacrifici tanti di quei figli, come accadeva nel passato, sono costretti a emigrare per trovare un posto di lavoro.
«In Abruzzo», riprende Scuteri, «si assumono gli amici degli amici con concorsi farsa e senza adeguata pubblicità, soprattutto per l'individuazione dei soggetti diversamente abili. Su quest'ultimo aspetto», rimarca il sindacalista Cisl, «appare altrettanto strano che nessuna associazione di categoria dei disabili si sia ancora mai indignata. Non basta. Nelle società pubbliche, si assume alla chetichella senza concorsi o selezioni di merito regolate da criteri oggettivi, mentre le amministrazioni esternalizzano i servizi alle cooperative non per abbattere i costi ma per avere mano libera sulle assunzioni».
Ma un appello ai prefetti può essere davvero il modo più efficace per affrontare una problematica tanto complessa?
La Cisl ci crede e ha fiducia di raggiungere un risultato apprezzabile. Per questo propone la sottoscrizione di un protocollo sulle assunzioni, in modo tale da far rispettare un vincolo a tutte le amministrazioni e agli enti regionali. Un patto che tenga conto, per le selezioni di nuovo personale, di precisi criteri oggettivi che privilegino il voto di laurea o il diploma, l'attestazione di comprovate professionalità, percorsi formativi, eventuali carichi e redditi familiari, come pure la necessità di tener conto di particolari situazioni di disagio personale o familiare.

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