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Data: 03/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Gli indignati di Spoltore «Roselli deve scusarsi»

SPOLTORE - Sarà una protesta pacifica, che sale dal basso e si gonfia di significati, quella degli Indignati di Spoltore. Che si ritroveranno stamattina davanti il comitato elettorale di Marino Roselli, da martedì scorso agli arresti come il sindaco Franco Ranghelli e Luciano Vernamonte, ex vicepresidente di Ambiente a cui ieri il gip ha respinto l'istanza di revoca dei domiciliari. «Al di là degli aspetti giudiziari - premette Pierluigi Parisi, uno degli indignati-, vogliamo esprimere il nostro sdegno verso chi era stato eletto con i voti dei cittadini di Spoltore ai massimi livelli regionali, salvo poi chiamarci intontiti come emerso dalle intercettazioni. Da Roselli pretendiamo le scuse e la rimozione dei manifesti. Ma soprattutto esprimiamo un'esigenza di cambiamento: basta logiche di palazzi, partiti, seggiole». Sull'onda degli indignati di Parma, la sete di partecipazione civica comincia a farsi sentire anche a Spoltore. Mentre, sul fronte giudiziario, resta immutato il quadro che martedì aveva portato ai tre arresti eccellenti; 13 gli indagati nell'ambito dell'inchiesta su urbanistica, accordi di programma, rifiuti, con accuse che vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione a tentata concussione, al falso ideologico fino all'abuso d'ufficio. Il gip Gianluigi Sarandrea ieri ha respinto l'istanza di revoca degli arresti domiciliari per Luciano Vernamonte; parere negativo aveva già espresso il pm Varone.
Sul fronte politico, le opposizioni si armano: ieri sera si sono riunite in conclave per mettere a punto le strategie da portare in consiglio comunale, previsto per lunedì alle 19. La proposta del Pd è quella di presentare una mozione di sfiducia all'amministrazione comunale senza bandiera. Sel si tira fuori dal match, e dal consiglio comunale: dopo le dimissioni dell'assessore Cotellucci, arriveranno al prossimo consiglio anche quelle del consigliere Partenza. «Tali scelte testimoniano la volontà di chiudere la fase politica e di avviare restituendo la parola ai cittadini un profondo rinnovamento - dice Roberto Di Lodovico, Sel, che risponde all'affondo del Prc -. Rifondazione Comunista, anziché impegnarsi nel difficile lavoro di costruzione di un nuovo centrosinistra non resistE alla tentazione di svolgere un ruolo da grillo parlante, dimenticando che Sel ha svolto il proprio congresso costitutivo nell'ottobre 2010 ed è stata al governo del Comune di Spoltore per un periodo assai limitato». Con le dimissione di Partenza, entrerebbe in consiglio Tommaso Di Marzio, in quota Prc. E nel gioco dei numeri, si accorcerebbero le distanze: da 9 i consiglieri di opposizione salirebbero a 10; la maggioranza al lordo del sindaco scenderebbe da 12 a 11.

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