MILANO - La Camera non si accorcia le vacanze. I deputati andranno in ferie per oltre un mese: dal pomeriggio del 3 agosto, subito dopo il dibattito sull'informativa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al 12 settembre. Una data di rientro che fa discutere: fissata dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, nonostante il Partito democratico avesse chiesto di tornare in aula una settimana prima. Solo le Commissioni riprenderanno i lavori il 5 settembre.
POLEMICHE - Il calendario, sostengono a Montecitorio, segue la prassi degli anni scorsi. Il Pd però - denuncia il capogruppo Dario Franceschini - aveva proposto «di iniziare anche con l'aula il 5 settembre, di anticipare l'inizio dei lavori, perché ci sembrava un segnale doveroso da dare al Paese. Ma la maggioranza non ha voluto». La giustificazione arriva da Fabrizio Cicchitto. Secondo l'esponente del Pdl, la decisione è stata frutto di una «valutazione seria», dal momento che la prima settimana di settembre «circa un centinaio di parlamentari fanno un pellegrinaggio. Per rispetto verso di loro abbiamo ritenuto di iniziare le sedute dell'Aula la settimana successiva». Il pellegrinaggio - una tradizione dal 2004 - coinvolgerà parlamentari sia della maggioranza che dell'opposizione e si svolgerà in Terra Santa dal 3 al 9 settembre.
L'APPELLO - Sulla questione interviene anche il Codacons, rivolgendosi direttamente a papa Benedetto XVI. «Chiediamo al Pontefice di fare un moral suasion sui politici italiani affinché, se proprio sentono il bisogno di fare un pellegrinaggio, lo facciano a San Pietro senza recarsi in Terra Santa - dice il presidente dell'associazione, Carlo Rienzi -. Considerata la grave situazione di crisi è inconcepibile tardare la riapertura dei lavori parlamentari». Gridano invece ai privilegi della «casta» gli utenti di Facebook e i lettori online.
L'APERTURA DI LUPI- A organizzare la visita a Gerusalemme e nei luoghi simbolo del Cristianesimo è il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi. Che, nella serata di martedì, precisa: «La data del pellegrinaggio è stata stabilita, come ogni anno, tenendo conto dei lavori della Camera e facendo in modo che coincidesse con la chiusura dell'aula». Poi l'esponente del Pdl apre anche a un cambiamento delle date: «Se il Parlamento dovesse decidere di anticipare la ripresa dei lavori, il pellegrinaggio sarebbe anticipato in modo da coincidere, come avviene ogni anno e come sempre avverrà, con la chiusura dell'aula». L'unica possibilità è che mercoledì mattina, nelle ultimissime ore prima della pausa, il presidente della Camera Gianfranco Fini decida di riconvocare i capigruppo e li convinca al rientro anticipato. Un'eventualità che appare davvero poco probabile.
Il deputato che alla Camera non ci va mai: «Mi sento in colpa. Ma niente dimissioni»
Antonio Gaglione, recordman di assenze a Montecitorio: «La politica mi ha deluso». Però non lascia lo scranno
«La mia posizione non è limpida, lo ammetto». E se lo ammette lui, di guadagnare uno stipendio da parlamentare pur essendo campione di assenze, ci possiamo mettere la mano sul fuoco. È un Antonio Gaglione col capo (quasi) cosparso di cenere quello che si confessa al settimanale «Oggi», in edicola da mercoledì 3 agosto (anche su www.oggi.it). «Quando ricevo lo stipendio di deputato - dice il politico pugliese - non mi sento proprio a posto. Ma la vita è fatta di bilanci e io che per 7 anni ho dedicato alla politica tempo, energia e soldi, mi dico che globalmente il bilancio è positivo. E di conseguenza - è la chiosa finale - non mi dimetto». Non lascia lo scranno nonostante, dice, «Giovanna, mia moglie, lo dice sempre».
FORMAZIONE DC - Gaglione, eletto nelle file del Pd e poi passato al gruppo misto della Camera, in questi anni ha stabilito il record di assenteismo parlamentare. Nato 58 anni fa a Latiano, in provincia di Brindisi, fervente cattolico, con un lungo apprendistato nelle formazioni giovanili della Dc pugliese, oggi figura a una clinica cardiologica a Bari.
«IL PARLAMENTO NON HA PIU' LE SUE FUNZIONI» - Gaglione spiega le sue ragioni: «Il Parlamento è stato espropriato delle sue funzioni. Non c'è una legge d'iniziativa parlamentare e si votano solo leggi di iniziativa governativa. Deputati e senatori sono lì solo per approvare o bocciare atti di governo. Per quello ho smesso di andarci». Il primatista di assenze parlamentari dichiara non cercare giustificazioni: «Non sono giustificabile», aggiunge, «e questa è una confessione personale, di cui mi assumo tutta la responsabilità: mi sono reso conto che potevo essere più utile qui come medico che in parlamento a farmi manovrare come una pedina». Con un reddito che politica a parte raggiunge i 500 mila euro annui, Gaglione dice di considerare chiusa la propria esperienza di parlamentare e promette di tornare in aula quando si aprirà il dibattito sulla legge elettorale.