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Pescara, 09/05/2026
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Data: 10/11/2006
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il metrò perde i treni. Secondo i Ds non sono mai arrivate nelle casse della società di Strasburgo le somme che la Giunta comunale ha girato alla Cgrt.

Sarebbero state utilizzate per pagare altri fornitori

L'Aquila. La città ha perso il treno, meglio i 7 treni su gomma che la Lohr avrebbe dovuto costruire per la tranvia su gomma del capoluogo. Il motivo è stato rivelato da Giustino Masciocco dei Ds e può essere sintetizzato in pochi passaggi chiave: la Giunta comunale ha autorizzato l'erogazione di due anticipi sullo Stato di avanzamento lavori(Sal) alla Cgrt (che fa capo a Eliseo Iannini) che la stessa avrebbe dovuto versare alla Lohr (che peraltro detiene 11% del pacchetto Cgrt), società di Strasburgo che deve fornire il materiale rotabile. La Cgrt però, come dimostra il verbale dell'assemblea per l'approvazione del bilancio della stessa società concessionaria del 28 aprile 2006, anzichè versare le somme alla Lohr per la costruzione dei treni ha utilizzato l'importo per pagare altri fornitori non meglio specificati. In sede di assemblea per l'approvazione del bilancio il rappresentate della Lohr, avvocato Paolo Franco ha ritenuto pertanto che il contratto di fornitura dei treni fosse definitivamente risolto. Ora c'è da chiedersi che fine faranno i treni già realizzati e soprattutto chi costruirà gli altri quattro visto il contenzioso in essere tra la Cgrt e la Lohr? «Il totale delle somme mai giunte nelle casse della Lohr sono di oltre 3 milioni 700 mila euro (1 milione 789.522 primo Sal e 2.204.564 secondo Sal del 2004 e del 2005) che per una strana coincidenza dicono i Ds - equivalgono grosso modo al totale delle riserve accordate dagli arbitri alla Cgrt». «Con i soldi pubblici - ha commentato il consigliere comunale Ds Giustino Masciocco - non si scherza. Il Comune dell'Aquila prima di pagare le riserve dovrebbe verificare se è possibile, anche in via di autotutela, rescindere il contratto con la Cgrt». A stupire gli esponenti della Quercia soprattutto il fatto che questa situazione sia stata accettata quasi con rassegnazione dal Comune senza fare alcunchè per correre ai ripari. «Per quale motivo - si è chiesto il diessino Marino Bruno - il responsabile del procedimento non ha sollevato la questione nella riunione che c'è stata a Strasburgo nel 2005?». «La nostra preoccupazione a questo punto è che l'opera non sarà mai realizzata - ha continuato Giustino Masciocco - I cittadini si ritrovano a dover pagare già i 3 milioni e 700 mila euro di riserve e poi cosa accadrà?». I Ds hanno inoltre sottolineato che l'amministrazione comunale ha una responsabilità politica sulla vicenda. «Se l'assessore sapeva e non ha fatto nulla è grave - hanno detto - Ancor più grave se non era a conoscenza della situazione». Anche il Comitato di Via Roma ha presentato recentemente un esposto contro il Comune in via di autotutela.

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