PESCARA - Il Consiglio dei Ministri ha sbloccato 255 milioni di euro in favore dell'Abruzzo e della sanità abruzzese. Lo ha comunicato il presidente della Giunta regionale e commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi, dopo la decisione del Governo nazionale, riunito ieri a Roma. Chiodi: «L'assegnazione delle ingenti risorse è un effetto della verifica positiva del tavolo di monitoraggio del 20 luglio, durante il quale si è accertato l'equilibrio di bilancio, e sulla base del quale lo stesso tavolo ha autorizzato il Governo ad erogare le risorse. E' una notizia di fondamentale importanza per la sanità abruzzese, un esempio di che cosa voglia dire risanare le casse regionali ed un fatto politico fondamentale per questo governo regionale perché si tratta di un risultato imputabile esclusivamente alle iniziative messe in campo nel 2010. La nostra politica di risanamento perseguita tra i mugugni e il malpancismo dei populisti comincia a produrre i suoi effetti e spero che bastino a convincere che l'Abruzzo ha bisogno di una politica seria e di scelte decisive e responsabili».
Nel pomeriggio, poi, Chiodi ha definito un accordo con i sindacati: «Un accordo storico, destinato a segnare il cammino virtuoso della sanità e dell'economia del nostro territorio». L'accordo è stato definito «dal Piano di rientro al Piano di sviluppo», ed è stato siglato a Palazzo Silone, all'Aquila. Con il governatore c'erano i rappresentanti regionali confederali e di categoria Cgil, Cisl e Uil e il subcommissario alla Sanità, Giovanna Baraldi. Sette i punti cardine dell'intesa: i 255 milioni verranno per la maggior parte finalizzate alla riorganizzazione delle attività territoriali; il piano dei fabbisogni del personale e la pianta organica delle Asl dovranno essere definiti dall'ufficio commissariale entro il prossimo 31 ottobre, preceduti da confronti con le singole Asl, finalizzati ad accordi aziendali da espletarsi entro il 30 settembre; l'occupazione sarà garantita attraverso un Piano credibile e sostenibile economicamente, anche mediante uno o più progetti di integrazione pubblico/privato basati sull'ottimizzazione delle risorse; sarà completata la bozza di Piano delle prestazioni residenziali e semiresidenziali con l'integrazione socio-sanitaria; si promuoverà la politica del farmaco, con particolare riferimento all'appropriatezza prescrittiva; verranno definite linee guida regionali per l'approvvigionamento di beni e servizi; sarà affrontato il tema della compartecipazione dei cittadini alla spesa dell'assistenza, attraverso strumenti di valutazione dell'equità, che riconoscano le esenzioni a garanzia dei livelli essenziali di assistenza e la partecipazione della popolazione che ne ha il dovere in base al reddito; si promuoverà inoltre l'impostazione della Fondazione regionale per gli indigenti.
Chiodi e Baraldi hanno sottolineato il rinnovato spirito collaborativo di tutte le sigle sindacali. Per Gianni Di Cesare (Cgil) «si cambia finalmente direzione e si inizia ad investire sulla sanità del territorio, erano due anni che attendevamo un accordo con un confronto così chiaro sull'occupazione». Gianfranco Giorgi (Cisl): «Si entra nella seconda fase, quella più importante, frutto dei sacrifici di tutti, che consentirà al territorio di progredire». Infine Roberto Campo (Uil): «Si passa opportunamente dai soli tagli agli investimenti in risorse umane e servizi».