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Pescara, 14/04/2026
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Data: 04/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
I cittadini: Ranghelli via e Roselli si scusi. A Villa Raspa la protesta dei "non intontiti": «Adesso il sindaco deve dimettersi»

SPOLTORE Residenti davanti all'ex sede elettorale Pd «Nessuno ha la testa alta», tolto il manifesto

SPOLTORE. «Residente a Spoltore...Non intontito»: la protesta comincia alle 9,30, quando un gruppetto di cittadini indossa le magliette per difendersi dall'intontimento, quella confusione che Roselli avrebbe affibbiato agli spoltoresi durante un'intercettazione telefonica.
Maglia bianca, scritta blu con punti esclamativi, i residenti «intontiti» si sono piazzati davanti all'ex sede elettorale di Marino Roselli - agli arresti domiciliari per associazione per delinquere e corruzione - in cui campeggia ancora, da anni, il volto dell'ex vice presidente della regione con lo slogan: «L'Abruzzo a testa alta». «Vogliamo che il manifesto venga rimosso, vogliamo che Roselli si scusi per quella frase che ha detto al telefono e che il sindaco Franco Ranghelli si dimetta», dicono decisi i manifestanti capitanati da Pierluigi Parisi che ha avuto l'idea di quelle magliette e si sta facendo promotore di un nuova associazione: «Spoltore riparte».
E' da qui che i cittadini come Damiano D'Ercole, Toni Paglianiccia, Remo Di Pietro e Domenico D'Onofrio vogliono ripartire dopo l'inchiesta che ha sconvolto il Comune di circa 18 mila abitanti e che ha portato anche all'arresto ai domiciliari di Ranghelli e di Luciano Vernamonte, accanto a 10 indagati tra cui imprenditori e dirigenti comunali. La protesta dei cittadini è nata in seguito all'intercettazione telefonica in cui Roselli, parlando dell'urbanistica a Santa Teresa, avrebbe detto: «Spoltore si salva perché bene o male sono tutti intontiti». Da qui è nato lo spunto per la manifestazione all'incrocio tra via Italia e viale Europa. «Roselli non ha alcun incarico istituzionale», raccontano, «perché il suo manifesto elettorale è ancora qui?», si domandano retoricamente. «Abbiamo fiducia nella magistratura e aspettiamo la chiusura dell'inchiesta, ma certo non sono questi gli uomini che possono rappresentare la testa alta dell'Abruzzo com'è scritto nel manifesto. Pretendiamo delle scuse da Roselli e chiediamo a Ranghelli di fare un passo indietro».
Seccati da quella frase di Roselli, i manifestanti, alcuni dei quali hanno aderito all'associazione per ripartire, credono che a Spoltore abbia «vinto il mattone» e non l'attenzione al cittadino perché, proseguono, «Spoltore in questi anni non ha certo brillato per i progetti a lungo termine». Se le magliette sono state realizzate per rispondere a Roselli, anche il sindaco e la politica dei ribaltoni non sono stati risparmiati. «Quando accadono queste cose, occore fare un passo indietro», aggiungono, «e quindi Ranghelli deve dimettersi. Infine, la politica di Spoltore, con i suoi avvicendamenti e con i personaggi provenienti dal centrodestra in una giunta nata di centrosinistra, non rappresenta da tempo l'elettorato». E' anche questo quello che andranno a ribadire i manifestanti nel consiglio comunale convocato per lunedì 8 per parlare dell'inchiesta che ha scosso il Comune: «Parteciperemo al consiglio indossando le nostre magliette e invitiamo i cittadini a venire con un foglio con scritto: "Ranghelli dimettiti"».

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