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Pescara, 14/04/2026
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Data: 05/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Crisi in Regione - Le parti sociali: «Ora basta scappatoie». Berlusconi però minimizza: «Non spaventatevi, la situazione non si aggraverà»

ROMA. «Il governo assuma subito i provvedimenti necessari per far rientrare le tensioni sui mercati finanziari». Allarmati dal crollo delle Borse e dall'incertezza di un quadro politico che vede il governo navigare a vista, imprenditori e sindacati chiedono di intervenire subito per evitare il peggio. «Il momento è grave e va affrontato con la massima determinazione, senza cercare scuse o scappatoie» si legge nel documento comune con 6 priorità (pareggio di bilancio nel 2014, taglio dei costi della politica, liberalizzazioni e privatizzazioni, sblocco degli investimenti, riforma della pubblica amministrazione, mercato del lavoro) che le parti sociali hanno consegnato ieri al governo. La prospettiva è preoccupante, ma il governo non ha una ricetta per affrontare l'emergenza e Berlusconi consegna agli imprenditori, ai sindacati e alle banche, un documento in 8 punti da discutere «nelle prossime settimane» per arrivare ad un pacchetto di misure «condivise» da approvare a settembre.
E se la situazione dovesse precipitare? Benché in vacanza nell'isola di Stromboli, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, segue con «crescente preoccupazione» gli sviluppi della situazione ed auspica che vengano trovate in tempi rapidi «soluzioni adeguate». Ma il Cavaliere ostenta sicurezza, assicura che non c'è nessuna connessione tra il suo discorso alle Camere e il tonfo di piazza Affari («Le Borse sono come un orologio rotto che due volte al giorno dà l'ora esatta ma per il resto non è quella vera») e invita i cittadini a non spaventarsi. «Io non credo che la crisi si aggraverà...», dice il premier. E pazienza se proprio in quel momento il presidente della Bce, Jean Claude Trichet dice esattamente il contrario e chiede all'Italia misure immediate per la crescita: «L'incertezza è particolarmente alta e la crescita economica dell'area euro è in decelerazione». Ma Berlusconi si compiace della «concordia» registrata al tavolo con gli imprenditori e i sindacati e ammette candidamente che se non c'è un provvedimento in grado di dare una «frustata» immediata all'economia è perché nel governo «idee del genere non esistono».
Ce n'è quanto basta per allarmare i leader dei sindacati e delle imprese. Berlusconi in conferenza stampa dice che le parti sociali hanno «apprezzato» l'atteggiamento dialogante del governo ma la presidente di Confindustria, al termine dell'incontro con le opposizioni, spiega che anticipare per decreto gli effetti della manovra economica «sarebbe ulteriormente depressivio» e fa capire che il governo non ha compreso la gravità della situazione.
Berlusconi, del resto, anche ieri non ha rinunciato a rivendicare con orgoglio la sua estrazione di imprenditore. Lo ha fatto respingendo la responsabilità della crisi, attaccando i magistrati e chiamando in causa tutti per concorrere alla soluzione dei problemi. «Se certe cose non riesco a farle, la responsabilità è del sistema paese. E il Paese è bloccato anche per i veti di Magistratura democratica e della Corte Costituzionale, a maggioranza di sinistra». Un vero Berlusconi, show rafforzato dall'annuncio che presto il governo presenterà un provvedimento per limitare le intercettazioni e da uno scontro in diretta con Tremonti sul ruolo della Bce, che dal prossimo autunno sarà guidata dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Il ministro dell'Economia spiega di aver avviato contatti con le «principali istituzioni economiche» per un programma di proposte comuni. Ma Berlusconi lo interrompe: «Anche la Bce...». Tremonti si irrigidisce: «Credo sia molto importante ma non coinvolgibile». Ma il premier insiste: «E' comunque informabile». A chiedere immediate misure anti-crisi è anche la Lega, che rilancia con Calderoli il «campus estivo» e rinvia a settembre la resa dei conti con il Cavaliere.

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