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Pescara, 14/04/2026
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Data: 05/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Sindacati: più pressione su Roma «Il governo deve dare risposte all'Abruzzo»

PESCARA. Le sigle sindacali regionali Cgil e Uil non sembrano sorprese della decisione del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di destinare solo 12 dei 612 milioni totali dei fondi Fas (aree sottoutilizzate) per finanziare i Mondiali juniores di sci di Roccaraso, ma rimarcano però come sia fondamentale, da un lato chiedere il reinserimento dell'Abruzzo nel piano delle infrastrutture strategiche e dall'altro lo sblocco dei Fas regionali, fondamentali per ridare ossigeno a politiche di sviluppo.
«Eravamo consapevoli da tempo», sostiene Gianni Di Cesare, segretario della Cgil, «che in Abruzzo non sarebbe arrivato niente. Per questo spingevamo con insistenza affinché la Regione prendesse una posizione netta nei confronti del Governo. Visto che questo non è accaduto, abbiamo deciso l'autoconvocazione a Roma con i parlamentari. Inoltre avremmo dovuto prevedere un piano per le infrastrutture».
«Al tavolo del Patto per lo sviluppo, al governatore Chiodi», prosegue Di Cesare, «oltre all'incontro con l'esecutivo nazionale, avevamo chiesto anche un confronto con Ferrovie dello Stato, Enel e Telecom, le grandi imprese privatizzate, perché sapevamo che, soprattutto sul piano dei trasporti ferroviari, saremmo stati tagliati fuori a favore di Bari e Ancona, come è accaduto. Così siamo ridotti a zero». Secondo Di Cesare dalle ferrovie bisogna pretendere come minimo una media velocità, visto che in altre regioni ci sono sia alta velocità che alta capacità.
«A questo punto», sostiene Di Cesare, «non c'è più tempo per le dilazioni. Chiodi deve, con un atto politico, pretendere una posizione chiara ed inequivocabile da parte del governo che deve dare risposte sull'approvazione del Piano Abruzzo che porterebbe circa 100 milioni di euro a settembre».
Per Roberto Campo, segretario della Uil, la situazione è chiara: «L'Abruzzo non è dentro il Piano per il Sud per la mancata previsione di infrastrutture strategiche, dato che le risorse sono state destinate maggiormente per la dorsale tirrenica, considerata negli ultimi anni più importante di quella adriatica. Per questo dobbiamo protestare e dobbiamo cercare di far entrare la nostra regione nel piano delle opere. Ma quello che ha fatto il Cipe ieri non cambia nulla per noi. Si deve puntare allo sblocco della parte regionale dei Fas, mentre quello ricavato dal Cipe è un pezzo di quello nazionale, una quota del quale avrebbe dovuto essere assegnata anche a noi con il sistema della chiave di riparto. Tremonti, centralizzando tutto, ci ha tolto 900 milioni di euro che ci spettavano».

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