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Data: 06/08/2011
Testata giornalistica: Il Mattino
Vertenza Irisbus, diktat al ministero: «Soluzione Di Risio, altrimenti si chiude»

Un finale annunciato, quello dell'Irisbus, già scritto. Il tavolo presso il Ministero dello sviluppo economico sul futuro dello stabilimento si chiude male, con un aut aut che mette a rischio il futuro del sito di valle Ufita: «O il Gruppo Di Risio o la cessazione dell'attività». E a Flumeri, sede della fabbrica di autobus, scoppia la rabbia dei settecento operai. C'è chi prova a occupare lo stabilimento, chi invoca la presenza dei parlamentari irpini (Ciriaco De Mita, nei giorni scorsi, ha affermato che sarebbe stato pronto a entrare nello stabilimento, in segno di protesta). La rabbia rientra ma non i propositi di manifestare, a partire da oggi, il pieno dissenso alla rottura della trattativa. Il Governo si era presentato al tavolo con poco o nulla in mano per provare a convincere il Lingotto a rivedere i propri piani. Ancora assente il titolare del dicastero dello sviluppo economico Paolo Romani, unico presente tra i ministri l'irpino Gianfranco Rotondi. I rappresentanti del Mise avevano proposto l'avvio di un percorso che prevede un vertice ai massimi livelli politico - istituzionali per definire le nuove ed eventuali prospettive del trasporto pubblico urbano. La Fiat, però, non è tornata indietro, confermando l'intenzione di disfarsi dell'unico stabilimento italiano impegnato nella produzione di autobus. Le perdite degli ultimi anni e l'assenza di programmazione sul trasporto pubblico locale in Italia hanno convinto l'Ad di Fiat industrial Alfredo Altavilla a ribadire quanto già annunciato nelle scorse settimane, sollecitando l'apertura di un tavolo con l'imprenditore molisano, unico interessato a subentrare in valle Ufita. Il colosso torinese avrebbe assicurato persino un valido sostegno nella gestione di eventuali esuberi. Il fronte di maestranze, amministratori e organizzazioni di categoria ha respinto in maniera ferma l'ipotesi Di Risio. A questo punto, il Lingotto espliciterà - nel dopo ferie - le modalità di chiusura dello stabilimento: tramite l'apertura della procedura di mobilità o l'avvio di un anno di cassa integrazione straordinaria per cessazione dell'attività. Le parti, però, sono impegnate per evitare di arrivare al punto di non ritorno. «Il Governo - ha evidenziato il Ministro Rotondi - è attento a quella che è non solo un'emergenza occupazionale, ma anche sociale. Vogliamo che la produzione di autobus resti in Irpinia, ma chiaramente dobbiamo fare i conti con la difficile situazione economica». Numerose le reazioni di sindacati ed esponenti politici all'esito del tavolo, cui hanno partecipato anche il governatore della Campania Stefano Caldoro e il suo vice Giuseppe De Mita. Critico il sindacato. «È andata male - afferma Bruno Vitali della Fim Cisl - non c'è accordo su nulla». «Gravissima rottura - aggiunge Salvatore Barone della Cgil - con un Governo totalmente inadempiente rispetto alla nostra richiesta di rifinanziamento del piano del trasporto pubblico e con la Fiat indisponibile a ricercare una soluzione». «La politica - dichiara Luigi Risi del Fismic - non dà risposte: la situazione è problematica». «È ancora peggio delle aspettative - chiosa Eros Panicali della Uilm - perché la politica continua ad essere latitante». Non si discosta dai colleghi il segretario generale della Ugl Giovanni Centrella. «C'è un pesante punto interrogativo - evidenzia - sul futuro dell'azienda. Resteremo al fianco dei lavoratori». Critiche con il Governo anche le opposizioni. «Siamo di fronte - dichiarano i senatori del Pd Enzo De Luca, Teresa Armato e Anna Maria Carloni - all'ennesima assenza del Ministro dello Sviluppo Economico e all'ennesimo flop di un Esecutivo che non ha volontà di rilanciare il settore». «Il Governo - aggiunge Francesco Barbato dell'Idv - ha condannato la Irisbus». I consiglieri regionali irpini. «Siamo preoccupati - afferma Sergio Nappi - per il destino delle maestranze». Di diverso tenore le parole di Ettore Zecchino che giudica «un segnale positivo e rilevante» l'intervento del presidente Caldoro che «ha annunciato che la seconda tranche dei fondi Fas sarà prioritariamente destinata alla soluzione della crisi Irisbus».

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