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Pescara, 14/04/2026
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Data: 06/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il governo corre ai ripari pareggio di bilancio nel 2013. Berlusconi anticipa la manovra e annuncia riforme di welfare e lavoro

ROMA - «Prevediamo un'opportuna accelerazione delle misure della manovra con la possibilità del raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013, anziché nel 2014». Silvio Berlusconi, dopo giornate di esitazione, decide di fronteggiare un quadro economico sempre più difficile con un intervento probabilmente richiestogli anche dalle massime autorità internazionali, con cui ieri è stato in contatto telefonico. Affiancato da Giulio Tremonti e Gianni Letta, in una conferenza stampa serale a palazzo Chigi, fa l'annuncio che - nelle speranze del governo - è destinato a incidere sull'umore dei mercati: quello dell'anticipazione degli effetti della manovra all'anno prossimo e non ad una data in cui il governo attuale potrebbe aver lasciato il timone del Paese. «Non dobbiamo cambiare l'impostazione della manovra - gli fa eco il ministro dell'Economia -. Non ci saranno nuove addizionali, ma dobbiamo anticipare le tempistica, dato che in un mese è come se fosse cambiato il mondo».
«La situazione è molto difficile, vede una particolarissima attenzione della speculazione internazionale sull'Italia, e richiede interventi concordati», dice il premier che nel pomeriggio ha già parlato con Angela Merkel, Sarkozy, Von Rompuy e Zapatero, mentre aspetta in serata una chiamata di Obama, e al suo arrivo a palazzo Chigi è stato accolto da un gruppetto di contestatori che gli hanno gridato: «Vai a casa, sei la rovina dell'Italia». Tuttavia, confortato dall'intesa «con gli altri leader europei e con alcune delle istituzioni finanziarie internazionali» con cui si è parlato anche di una riunione straodinaria del G7, il Cavaliere, in duo con Tremonti, illustra i «quattro pilastri» su cui si basa l'iniziativa del governo. Al primo posto dell'elenco, l'introduzione in Costituzione del pareggio di bilancio, «fondamentale per qualificare storicamente questo passaggio»; al secondo, la misura di fatto più costosa e impegnativa - e vero messaggio ai mercati - dell'anticipo al 2013, anziché all'anno successivo, dell'equilibrio dei conti, con le connesse problematiche sul reperimento dei fondi, che - ha osservato Tremonti - potrebbero obbligare ad un'immediata approvazione della delega assistenziale, inizialmente prevista per il biennio 2013-2014, con i relativi tagli alla spesa pubblica e l'innalzamento dell'età pensionabile. Esaurita la presentazione dei due pilastri di «finanza pubblica», premier e ministro dell'Economia sono passati ai due interventi «di crescita e sviluppo». Uno di questi è stato definito da Tremonti «la madre di tutte le liberalizzazioni» che, attraverso la modifica dell'articolo 41 della Costituzione, prevederà che «tutto è libero tranne ciò che è vietato dalla legge». L'altro, anch'esso di stampo liberista, riguarda la riforma del lavoro su cui - spiega il ministro - «c'è un testo importante già elaborato che sarà presentato alle parti sociali per poi andare in Senato».
Dell'anticipazione della manovra Tremonti ne ha parlato ieri anche con il segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, e con il commissario europeo per gli affari economici, Olli Rehn. Mentre, al termine della conferenza stampa è stato chiesto al presidente del Consiglio se chiederà l'appoggio e i voti dell'opposizione per l'approvazione della manovra in Parlamento: «Noi - la risposta di Berlusconi - siamo stati sempre disponibili a discutere dei nostri provvedimenti con chi è portatore di idee di miglioramento. Lo siamo certo anche in questa occasione». Concludeva l'incontro con i giornalisti l'annuncio di Letta di aver chiesto ai presidenti delle Camere la convocazione delle commissioni competenti, già in agosto, per ascoltare il ministro dell'Economia sul ddl di anticipazione della manovra.

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