ROMA. Cambia la tempistica ma non la manovra, che a regime vale circa 48 miliardi di euro. L'obiettivo è l'anticipo del pareggio di bilancio al 2013.
Il governo non ha fornito molti elementi su come intende muoversi su questo fronte, ma il titolare dell'Economia ha lasciato intendere che si procederà con l'accelerazione della delega fiscale e assistenziale che la manovra al momento fissa al 30 settembre 2013. In pratica, si potrebbe anticipare la "dead-line" di un anno e fissare la scadenza della delega al 30 settembre 2012. E se così fosse le risorse previste dal taglio delle agevolazioni, 4 miliardi di euro nel 2013 e 20 miliardi nel 2014, verrebbero recuperate con un anno di anticipo. In pratica, già nel 2013 si realizzerebbe la correzione del disavanzo di 24 miliardi.
Tuttavia, nel caso in cui non fosse sufficiente anticipare la delega fiscale per conseguire il pareggio con un anno di anticipo allora il governo potrebbe non varare un nuovo provvedimento in tempi brevi, anche se l'allerta su un possibile consiglio dei ministri la prossima settimana resta, ma intervenire direttamente sulla delega fiscale che è stata calendarizzata alla Camera per il 13 settembre.
Le altre iniziative riguardano anche l'introduzione del pareggio di bilancio nella Costituzione, e la discussione inizierà in parlamento la prossima settimana con un'informativa di Tremonti, che giovedì sarà davanti alle commissioni congiunte di Affari costituzionali e Bilancio di Camera e Senato. Il governo insiste poi su un'altra modifica costituzionale che riguarda l'articolo 41 sulla libertà d'impresa, e annuncia un piano sul mercato del lavoro.
Tra le misure che potrebbero essere anticipate di un anno potrebbe esserci l'aggancio già dal primo gennaio 2012 delle pensioni all'aspettativa di vita, con un incremento di tre mesi. Inoltre, anche la partita delle privatizzazioni delle partecipazioni azionarie dello Stato potrebbe scattare in anticipo. A rischio anche il calendario dei tagli destinati a colpire regioni ed enti locali. La manovra prevede nel biennio 2013-2014 tagli per 9,6 miliardi. per le regioni a statuto ordinario 800 milioni nel 2013 e 1,6 miliardi nel 2014. Anche i ministeri potrebbero dover affrontare le riduzioni di spesa un anno prima.