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Pescara, 14/04/2026
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Data: 06/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Mobilitą e requisiti pensionistici i sindacati vogliono un tavolo

Tutti i lavoratori della provincia dell'Aquila oggetto di processi di mobilitą definiti per accordo sindacale devono rientrare nella lista di quelli che avranno vecchie finestre di uscita e requisiti pensionistici immutati e va convocato subito un tavolo governativo su questo tema. Queste le richieste che i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Umberto Trasatti, Gianfranco Giorgi e Pietro Paolelli, fanno al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, al direttore generale dell'Inps, Mauro Nori, e a tutti i gruppi parlamentari della Camera dei Deputati.
I tre segretari ricordano che dopo il terremoto di due anni e mezzo fa le le aziende hanno fatto ricorso massiccio ad ammortizzatori sociali di natura ordinaria, e quando la crisi si č acuita per il trend mondiale «avevano gią consumato parte degli strumenti ordinari e hanno dovuto attingere a strumenti straordinari. Questa condizione - si legge nella lettera - ha creato un serio svantaggio rispetto alle altre aziende del territorio nazionale». «In molti casi - proseguono Trasatti, Giorgi e Paolelli - č stato possibile raggiungere accordi che hanno previsto l'utilizzo dei processi di mobilitą al fine di permettere ai lavoratori di raggiungere i requisiti pensionistici. Alcuni di questi accordi, come per esempio quello della Finmek, hanno fatto riferimento a leggi che prevedevano l'aggancio alla pensione. Tali percorsi, che sembravano definiti, attualmente vedono una rivisitazione in peggio delle finestre per l'aggancio alla pensione a seguito dei provvedimenti previsti dal decreto legge 78/2010 e dal decreto legge 98/2011. La significativa modifica delle finestre pensionistiche ha messo i suddetti lavoratori in condizione di non percepire alcun trattamento economico in attesa di agganciare realmente la pensione».
In questa situazione, inevitabile secondo la Triplice che la provincia dell'Aquila sia in controtendenza sulla Cig. «Infatti - evidenziano al ministro e ai parlamentari - mentre in Italia e nella regione Abruzzo l'utilizzo della cassa integrazione vede un calo rispettivamente del 20 per cento e del 7 per cento, la Provincia dell'Aquila segna un aumento dello strumento di circa il 16 per cento con un'impennata della cassa integrazione straordinaria e una diminuzione delle ore di cassa ordinaria in quanto gią esaurita. Questa situazione comporterebbe un ulteriore peggioramento del tessuto economico della provincia dell'Aquila anche a seguito delle suddette modifiche alle norme pensionistiche». Di qui la richiesta di aiuto alle istituzioni. «Č opportuno prevedere che nella deroga alle nuove finestre rientrino tutti i lavoratori della provincia dell'Aquila oggetto di processi di mobilitą definiti per accordo sindacale. Per questi motivi č urgente l'istituzione di un tavolo governativo per definire gli strumenti da mettere a disposizione del nostro territorio», concludono i segretari di Cgil, Cisl e Uil.

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