Pronto anche un progetto finanziato dall'Europa per i ragazzi che non concludono gli studi
PESCARA. Sono 130 i docenti in più nell'organico della scuola abruzzese che, in questo modo, arriva a contare 14.545 insegnanti, di cui 14.096 effettivamente utilizzati. Per il personale amministrativo, tecnico e ausiliare (Ata) i posti in più dovrebbero essere circa cento, almeno questa è la richiesta partita dall'ufficio scolastico regionale diretto da Giovanna Boda. L'annuncio è stato dato ieri, a Pescara, durante la prima riunione del Tavolo interistituzionale della Scuola, dall'assessore regionale all'Istruzione Paolo Gatti e dalla stessa Boda. Dunque altri 130 posti per i docenti.
Si tratta però sempre di insegnanti precari, che andranno ad aggiungersi ai novanta già ottenuti poco più di un mese fa. Come detto vanno a rimpinguare l'organico di fatto, ovvero quello che viene modificato ogni anno in base alle reali esigenze del mondo scolastico, da non confondere quindi con l'organico di diritto, che è quello composto da 14.065 professori assunti a tempo indeterminato. A questo confluiranno, nei prossimi tre anni, i circa 1300 precari, tra docenti e personale Ata, come annunciato dal ministro Maria Stella Gelmini nelle scorse settimane.
I numeri effettivi di queste immissioni in ruolo saranno stabiliti nei primi giorni della prossima settimana, nella quale si deciderà anche quale sarà la ripartizione prevista per provincia per provincia, in base alle richieste, dei centotrenta nuovi posti disponibili. «Siamo soddisfatti per l'accordo a livello nazionale», commenta Gatti, «che garantisce alla scuola abruzzese ben 130 docenti in più negli organici di fatto e un adeguato numero di posti per il personale tecnico amministrativo. Abbiamo atteso l'insediamento del nuovo direttore scolastico regionale per riunire il Tavolo tecnico attorno al quale vogliamo valutare, insieme ai rappresentanti territoriali e alle parti sociali, il piano dell'offerta formativa e il nuovo assetto della rete scolastica regionale. Riteniamo importante», prosegue Gatti, «apportare miglioramenti attraverso l'introduzione di importanti innovazioni».
Dal tavolo interistituzionale è emersa anche la decisione di elaborare delle linee guida uguali per tutto il territorio regionale, utili per la stesura del nuovo piano dimensionamento. La prossima riunione sarà il primo settembre quando verrà presentata la prima bozza del piano. Dopo sarà la volta dei tavoli provinciali.
«Il tavolo», afferma il direttore regionale Giovanna Boda, «è uno strumento indispensabile per poter realizzare in maniera condivisa con tutte le componenti coinvolte il nuovo piano dimensionamento». Dovrebbero essere circa 120 invece i precari coinvolti nel progetto finanziato per oltre quattro milioni e mezzo di euro con il fondo sociale europeo e derivante dal protocollo di intesa tra il ministero dell'Istruzione e la Regione Abruzzo, firmato due giorni fa dalla Gelmini e dal governatore Chiodi.
Ed è lo stesso presidente della Regione a chiarire i termini dell'intesa. «Abbiamo in cantiere altre iniziative», spiega Chiodi, «per risolvere una delle criticità, la dispersione scolastica (i ragazzi che abbandonano prima di concludere il ciclo di studi ndc) che è aumentata. Ritengo fondamentale l'istruzione, insieme alla giustizia civile, per la competitività dell'Abruzzo».