CAMPO DI GIOVE - «Dopo quarant'anni finalmente un giorno di festa per il paese»: il sindaco di Campo di Giove, Vittorio Di Iorio, si commuove nell'annunciare il taglio del nastro della seggiovia biposto che da località Le Piane (1150 metri di altitudine) porta a Guado di Coccia (1674 metri). Non tanto e non solo perché quella fune torna a girare dopo due anni di fermo e decine di esperimenti di gestione falliti, quanto perché, questa volta, sul comprensorio ovest della Majella c'è un progetto articolato, un investitore accreditato e una strategia di sviluppo credibile.
Da ieri gli impianti di risalita di Campo di Giove sono passati nelle mani della Sangritana, che per il comprensorio ha in mente ambiziosi progetti. Per cominciare l'investimento è stato di 300mila euro che, già da mercoledì prossimo, permetterà di fruire di una serie di servizi innovativi: una sorta di grande parco giochi in altitudine che comprende una pista da pattinaggio sul ghiaccio, una pista di tunning e percorsi in mountain-bike. C'è poi il ristorante e il rifugio di Guado di Coccia e, soprattutto, in prospettiva la connessione con la linea ferroviaria Sulmona-Carpinone che, da settembre, dovrebbe passare nelle mani della società pubblica con sede a Lanciano. La piccola stazione di Campo di Giove, d'altronde, è proprio di fronte agli impianti: «Basterà attraversare la strada -commenta il presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo- per immergersi in un turismo estivo eco-sostenibile e d'inverno per sciare».
L'obiettivo del circo bianco resta infatti prioritario con l'impegno a riaprire al più presto il collegamento con Tavola Rotonda (ci vorranno almeno due milioni di euro, «ma si può pensare ai fondi Fas») che, con i suoi 2.403 metri di altitudine, rappresenta la cima più alta raggiunta dagli impianti in tutto l'Appennino. Ma soprattutto con l'idea di attivare a giorni la funivia (sempre della Sangritana) che da Guado di Coccia collega Palena e l'altro versante della Majella, e di poter finalmente accordarsi su uno skipass unico con Roccaraso e l'Alto Sangro.
La presenza bipartisan di tutti gli amministratori della zona, dei rappresentanti di Regione, Provincia e dello Stato, è il segno di come l'obiettivo sia comune e vada oltre i campanili e le casacche politiche. «Perché la vera punta di diamante del turismo regionale -su questo sono tutti d'accordo- , in Abruzzo, è la montagna, ed è ora che sia resa fruibile e promossa come merita». Con o senza la neve: il luogo ideale per trascorrere le vacanze.