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Data: 07/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Crisi e manovra - Parti sociali: «Misure concrete subito». Si punta sull'età pensionabile e sulle misure assistenziali. La Bce: servono sforzi più decisi

ROMA. Subito liberalizzazioni e tagli alla politica. Le imprese incalzano il governo mentre dalla Bce arriva un nuovo monito: l'Italia deve fare di più sul fronte dell'austerity per ottenere l'impegno della Banca centrale europea ad acquistare bond italiani. Ma Silvio Berlusconi continua ad ostentare sicurezza e, lasciando Palazzo Chigi per la Sardegna, dichiara: «Non c'è alcun cambiamento nei nostri programmi». Poi, rivolto soprattutto alla sua maggioranza, smentisce l'ipotesi di elezioni anticipate nel 2012 e annuncia una telefonata con Barack Obama per domani.
Indicazioni e provvedimenti da prendere subito però non ci sono. Per questo le imprese tornano a farsi sentire con un documento in cui chiedono di fare presto. Per procedere alle liberalizzazioni «non c'è alcun motivo di attendere una modifica dell'articolo 41 della Costituzione, in sé positiva», recita la nota congiunta di banche, assicurazioni e mondo delle imprese, anche cooperative. Confindustria si dichiara pronta a confrontarsi con l'esecutivo sulle misure proposte per anticipare il pareggio di bilancio del 2013 in materia di fiscalità e assistenzialismo, ma lancia un monito al Palazzo. E' necessario «anticipare i tagli ai costi della politica, altrimenti sarà molto difficile chiedere sacrifici al Paese». La nota si chiude chiedendo al governo di consultare nuovamente le parti sociali. Una presa di posizione netta alla quale in serata risponde il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, annunciando per mercoledì prossimo un nuovo tavolo con sindacati e imprese. Intanto domani la borsa darà il suo giudizio sulla decisione di anticipare la manovra del 2013 e non è ancora del tutto tramontata l'ipotesi di un consiglio dei ministri straordinario per dare un ulteriore segnale ai mercati. Nel Pdl infatti si parla di nuove pressioni da Francoforte e Bruxelles che giudicherebbero ancora insufficienti le misure annunciate dall'Italia. Un forcing di fronte al quale Palazzo Chigi e Tremonti tentano di resistere.
Il Parlamento in ogni caso riaprirà i battenti giovedì prossimo per varare le misure anticrisi e ascoltare l'informativa del ministro Giulio Tremonti. Sono stati richiamati all'appello 150 tra deputati e senatori ma bisognerà vedere chi realmente ci sarà. «Se vuole conservare la manovra anticipandola, Tremonti non pensi di uscire dalle commissioni senza dire a carico di chi e di che cosa intende ricavare decine di miliardi dall'assistenza e dalla manovra su fisco e detrazioni», dice il segretario del Pd. Pier Luigi Bersani promette responsabilità, ma avverte la maggioranza: non ci sarà nessuno sconto su come arrivare alla manovra di salvataggio. Poi appoggia gia la proposta di Walter Veltroni che ha invocato un governo «alla Ciampi». «Ci vorrebbe un governo nuovo, fatto rapidamente, con personalità autorevoli e credibili nel mondo, che possano raccogliere il massimo delle forze parlamentari». Personalità come Giuliano Amato o Mario Monti, gradite anche al Quirinale.

Si punta sull'età pensionabile e sulle misure assistenziali

ROMA. Un cambio in corsa che spinge ad accelerare il passo. E' quanto annunciato dal governo che, per centrare il pareggio di bilancio nel 2013, potrebbe concentrare sul 2012 l'impatto più forte della manovra, agendo sul capitolo previdenziale. Per esempio, sul livellamento uomini-donne nel settore privato che, dopo l'intervento parlamentare sulla manovra è slittato al 2032. Ma allo stato nessuna nuova misura appare all'orizzonte.
A lanciare il sasso "previdenza" è il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri: «Sull'età bisogna avere più coraggio». Ai 5,5 miliardi già previsti per l'anno prossimo, infatti, grazie alle norme già scattate, tra cui ticket sanità, aumento bollo titoli, rincaro del contributo unico per i processi, si aggiungerebbero ulteriori 20 miliardi della delega fiscale e assistenziale. In tal modo, ammesso che l'intervento sull'anno in corso resti a 2,1 miliardi, sul 2012 si spalmerebbe ben oltre la metà della manovra: cioè una cifra compresa fra i 25 e i 30 miliardi, per lasciare poi al 2013 una correzione di circa 15.
Nel mirino ci sono le pensioni di invalidità e gli assegni ai nuclei familiari. La misura, infatti, si otterrebbe grazie all'accelerazione sulla delega fiscale e assistenziale. Il taglio alle agevolazioni fiscali vale circa 25 miliardi, mentre la spesa per le sole pensioni di invalidità (esclusi quindi assegni di accompagnamento) circa 15 miliardi. Tra falsi invalidi e assegni di accompagnamento, secondo i tecnici, si recupererebbero non più di 2 miliardi l'anno. È su queste cifre che i tecnici del Tesoro stanno ragionando per consentire di recuperare ingenti risorse e anticipare al 2013 il pareggio di bilancio. Nessuna nuova misura per il momento anche se da più parti si sollecita il governo a «fare di più». Per esempio, ricorrendo a una patrimoniale che, escludendo i possessori di titoli di Stato, potrebbe colpire chi ha più immobili oltre la prima casa.


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