AVEZZANO - La Marsica è sempre più isolata. Sono insufficienti i collegamenti con Roma, e da due settimane alcuni treni sono stati soppressi perché a Tiburtina ancora si ravonan e Termini non può riceverli tutti. Ci sono interi paesi privi del servizio di qualsiasi mezzo di trasporto. E allora i pendolari della linea Avezzano-Roma hanno scritto alla redazione della trasmissione televisiva Report, per dare risonanza nazionale alla gravità dei loro problemi.
Tutto è cominciato con l'incendio sviluppatosi nella stazione di Roma Tiburtina nella notte tra il 23 e 24 luglio, che ha avuto ripercussioni un po' su tutta la rete ferroviaria nazionale ma, in modo più pesante che altrove, sulla linea che serve la Marsica. Infatti i treni che vengono soppressi praticamente tutti i giorni sono quelli che hanno origine da Avezzano verso la Capitale, e quelli di ritorno con termine corsa nel capoluogo marsicano. Ciò significa che la tratta Avezzano-Sulmona-Pescara non ha avuto alcun danno, salvo qualche ritardo. Ma quella con Roma che trae origine e fine da Avezzano, quella sì.
E di ieri è la protesta degli abitanti di Colli di Monte Bove, frazione di Carsoli, agglomerato di circa quattrocento abitanti, ad oltre 900 metri di altitudine: «Dalle 9 di mattina e per tutto il resto della giornata non abbiamo alcun treno per raggiungere i centri dei servizi come Tagliacozzo ed Avezzano, e la stessa cosa accade in direzione Carsoli e Roma». Va ricordato che, per quella comunità, attraversata dall'originaria Tiburtina Valeria, non ci sono altri mezzi di trasporto, non transitano autobus di linea e, forse, di ciò dovrebbe farsi carico il Comune di Carsoli.
Intanto, come detto, i pendolari della ferrovia Avezzano-Roma hanno inviato una nota alla redazione di Report, invitandola, «come ha già fatto nel mese di ottobre 2010, ad occuparsi di nuovo del problema del trasporto ferroviario sulla linea Avezzano-Roma, che questa volta è ancora più preoccupante».
Dopo l'incendio di Roma Tiburtina, si legge nella nota inviata dai pensolari alla trasmissione di Rai Tre condotta da Milena Gabbanelli, «per la nostra linea sono iniziati problemi seri, dovuti soprattutto alla soppressione di convogli sia diretti che ripartenti da Roma, senza parlare dei forti ritardi che accumulano i pochi treni rimasti ed i conseguenti disagi sul posto di lavoro». Molti di noi pendolari, prosegue, «da quel giorno, stiamo utilizzando le nostre automobili per andare al lavoro, e ciò comporta notevoli spese (carburante, pedaggio ed altro), che vanno ad aggiungersi all'abbonamento del treno già pagato». Ma la preoccupazione maggiore, concludono i pendolari, «è soprattutto dovuta al fatto che queste soppressioni non siano un escamotage delle Ferrovie per tagliare definitivamente quei treni per noi necessari».