Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.119



Data: 07/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
I giovani Pd: ipocrisie sulle raccomandazioni. Sondaggio Cisl sulle clientele. «I partiti fanno rabbia»

PESCARA. «Fa rabbia l'atteggiamento di molti partiti politici che predicano meritocrazia e poi alimentano il fuoco delle raccomandazioni per ottenere il più odioso dei feed back al momento del voto». Il presidente regionale dei Giovani democratrici, Alessandro Marzoli, commenta così il dato che il 62% degli abruzzesi si affida a conoscenti e politici per cercare un posto di lavoro sicuro.
Dato rilanciato da una recente indagine della Cisl (leggi l'articolo) sulle consuetudini consolidate da una decennale pratica di sottogoverno. E che giustifica, agli occhi del sindacato, la necessità di arrivare a un patto etico con i prefetti per alleviare la piaga della clientela politica in tempi di acuta crisi economica.
«Nei programmi elettorali e amministrativi di tutti i partiti dell'arco costituzionale», afferma Marzoli, «si è abusato in questi ultimi anni della parola merito, ma sono rarissime le occasioni in cui la politica ha fatto qualcosa di concreto per modificare il sistema italiano e renderlo simile a quello statunitense o nordeuropeo». Per il portavoce dei giovani democratici, è debole l'approccio suggerito dal vicepresidente della Regione, Alfredo Castiglione, il quale sostiene che non vi è più la possibilità di fare raccomandazioni come si faceva una volta. «Bene fa invece», prosegue Marzoli, «il capogruppo idv, Carlo Costantini, a chiedere di applicare la legge che vieta alle società in house di assumere personale fuori dalle regole previste per gli enti pubblici. Ma questo è solo un aspetto di un problema che è molto più ampio, con radici profonde. Radici che la politica per prima dovrebbe avere l'ambizione di estirpare».
Tra le generazioni dei ventenni e dei trentenni è forte il desiderio di essere valutati secondo capacità, impegno e dedizione, permettendo a tutti di partire dalla stessa posizione iniziale. «Al tempo stesso», riprende Marzoli, «e questo inquieta e spaventa, c'è la rassegnazione che in Italia ciò non sarà mai possibile. Così, anche chi sogna un paese meritocratico sceglie di arrivare al posto di lavoro tramite la conoscenza del politico di turno».
Uno schema perverso, che sembra difficile scalfire. «Il presidente Chiodi», annota Marzoli, «aveva fatto della parola meritocrazia un tema a sostegno della sua candidatura. Peccato che oggi sembra essere rimasto solo un inutile e triste orpello elettorale». Ancor più grave è che la politica influenzi e determini non solo le selezioni nei posti pubblici, ma spinga sugli imprenditori privati a reclutare personale privilegiando lo schema dell'appartenenza o della simpatia a una fazione ideologica, nonostante uno studio di Unioncamere indichi chiaramente come le aspettative dei giovani alla ricerca di primo lavoro si orientino su prospettive completamente diverse: migliorarsi sulle competenze professionali e sui curricula, piuttosto che cedere alla raccomandazioni per coronare il progetto di una occupazione stabile. «C'è bisogno di speranza ma soprattutto di esempi che mostrino come il lavoro e la fatica possono diventare un orizzonte migliore», raccomanda il portavoce dei giovani pd.
E guarda caso sulla stessa linea si colloca il coordinatore del Pdl, Filippo Piccone. «Fin quando non daremo certezze al mondo giovanile, è chiaro che si continuerà a seguire scorciatoie», afferma il senatore, «basterebbe un solo concorso pubblico che premi effettivamente i più bravi a convincere i ragazzi che è meglio seguire la strada virtuosa del merito. Perché questo esempio tangibile non si verifica mai nella realtà? Forse, ha ragione la Cisl. Un patto etico potrebbe essere una risposta». (f.c.)

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it