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Pescara, 14/04/2026
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Data: 07/08/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Sui vecchi binari una via verde a picco sul mare. Costa teatina: Bici e pedoni al posto dei treni. Recuperati i caselli ferroviari

VASTO Anche l'Abruzzo, in un futuro che si spera vicino, avrà la sua Via dell'Amore, un lungo nastro verde a picco sul mare riservato a pedoni e biciclette, sul modello del celebre percorso che in Liguria collega i borghi delle Cinque Terre. Quella camminata famosa per la sua bellezza richiama turisti da tutto il mondo. Sulla costa teatina i panorami mozzafiato non mancano di certo e presto arriveranno anche pedoni e biciclette al posto dei treni, sul tracciato dismesso dalle ferrovie. Il progetto «Via verde della costa dei Trabocchi» potrà svilupparsi su una superficie di 170 ettari, lungo una direttrice di circa 50 chilometri, sulla quale sorgerà il percorso ciclabile e pedonale: un'area, quella del dismesso tracciato ferroviario, per la quale la Provincia di Chieti, al termine di una lunga e non facile trattativa, ha spuntato un prezzo di soli 7,5 milioni di euro a fronte dei 50 milioni inizialmente richiesti dalle Ferrovie. «La coesione funziona. Quando politici, amministratori e imprenditori procedono insieme accadono cose incredibili, come dimostra la storica sottoscrizione del protocollo d'intesa, firmato l'altro giorno a Roma, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, per la cessione alla Provincia di tutte le aree dismesse delle Ferrovie sulla costa dei trabocchi. Sta per nascere la prima vera industria del turismo nel nostro territorio». Lo ha detto ieri il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, in una conferenza stampa che ha voluto tenere a Vasto, nella sala di Palazzo d'Avalos che si affaccia sull'inconfondibile golfo lunato delle città adriatica, assieme al primo cittadino Luciano Lapenna, agli altri sindaci della costa, all'assessore provinciale al turismo, Remo Di Martino, al presidente della Camera di Commercio di Chieti, Silvio Di Lorenzo, e al consigliere regionale Antonio Prospero. Ben il 43% delle aree dismesse delle Ferrovie è ricompreso nel territorio di Vasto, per complessivi 596.215 metri quadrati. «Non nego che, nel firmare il protocollo - ha precisato Di Giuseppantonio -, ho provato una grande emozione, perché ho pensato ai nostri giovani, l'80% dei quali si dice pronto a lavorare nel settore del turismo. Oggi nasce un'industria vera, in grado di dare loro futuro e occupazione. Il punto d'arrivo della Via verde non sarà solo, infatti, una pista ciclopedonale da Ortona a San Salvo, che poi dovrà essere inserita nel più ambizioso progetto del corridoio adriatico da mille chilometri Ravenna-Santa Maria di Leuca. Attiveremo un'industria del turismo, che porterà benefici anche alle zone interne. Certo, dobbiamo ancora capire come trasformare le stazioni dismesse e, per questo, dobbiamo ascoltare i singoli Comuni. I progetti presentati dovranno essere chiari e concreti». A tal proposito, Lino Salvatorelli, uno dei coordinatori della costituente per il Parco nazionale della costa teatina, chiede che la Provincia di Chieti lanci un concorso di idee per i progetti da attuare lungo la Via verde, «che - sottolinea - rappresenta sicuramente un risultato eccezionale, ma che deve essere capitalizzato all'interno del Parco della costa teatina, altrimenti rischia di diventare un'opera che non potrà essere sostenuta da Comuni e Provincia nella sua gestione e manutenzione». «Il Parco, infatti - spiega Salvatorelli -, fruirà di fondi ordinari nazionali, contrariamente alla Via verde». Il protocollo d'intesa prevede che la Provincia versi alle Ferrovie 7,5 milioni di euro, frutto della dotazione finanziaria dei Fas che la Regione ha destinato alla Via verde. Di Giuseppantonio si dice fiducioso nel fatto che i fondi Fas possano essere sbloccati tra settembre e ottobre e assicura che la Via verde vedrà la luce dopo un anno dall'acquisto delle aree a cominciare da Vasto.

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