PESCARA. La nave è già stata individuata, la Snav è pronta. Anche la campagna pubblicitaria è già stata messa a punto. Adesso la scelta è politica: saranno le istituzioni - la Regione, la Provincia, il Comune - a decidere se un collegamento stabile con la costa croata è possibile e se, per realizzarlo, gli enti locali sono disposti a stanziare la somma necessaria per lo start up dell'iniziativa.
«Noi potremmo partire già il prossimo autunno, con collegamenti tri-settimanali: adesso sarà necessario individuare un percorso con gli enti interessati» ha annunciato Raffaele Aiello, direttore generale della Snav, società del gruppo Msc di Gianluigi Aponte, il più importante armatore privato del mondo. Ma sull'entità del contributo pubblico, il comandante Aiello ha osservato la regola del silenzio. Il progetto è stato illustrato ieri mattina nella sala giunta dell'Unione industriali, dove il presidente Pierluigi Francini, affiancato da Bruno Santori, responsabile del settore logistica e trasporti dell'associazione e operatore portuale, ha aperto il convegno «Pescara: opportunità e strategie nello scenario Adriatico».
Il traghetto che dovrebbe fare la spola tra Pescara e Spalato è una nave di 115 metri, con 500 metri lineari destinati al carico pesante, capace di trasportare 290 auto e mille passeggeri, 400 dei quali in cabina. «Questa imbarcazione può muoversi in spazi ristrettissimi» ha spiegato Aiello, «garantisce l'attracco in quasi tutte le situazioni e ha un pescaggio limitato, dunque potrebbe lavorare tutto l'inverno, assicurando affidabilità e precisione del servizio, indispensabili per il successo dell'iniziativa. Avendo una velocità di 19-20 nodi, poi potrebbe partire anche due volte al giorno. Noi vogliamo correre il rischio, adesso bisogna lavorare con istituzioni». Per il momento, l'unica cosa sicura resta il collegamento estivo, che nel 2006 è stato utilizato da oltre 49 mila persone, con un incremento del 490% rispetto all'esordio, nel 2001 (10.500 passeggeri).
A esplorare le possibili soluzioni sarà l'assessore Massimo Luciani, che da anni lavora per lo sviluppo di Pescara come porta sull'Adriatico, presente al convegno con l'assessore al Turismo Moreno Di Pietrantonio: «La nostra ipotesi» ha spiegato, «è quella di costituire una società di gestione mista, partecipata dagli enti locali, che possa intervenire nella fase di avvio, perché l'Unione europea impedisce di finanziare direttamente le società. Il progetto ha gambe per camminare, ma bisogna lavorare in fretta: entro gennaio va definito, perché a febbraio c'è la Borsa del turismo a Milano e bisognerà cominciare a vendere il nuovo prodotto».
In realtà, una massiccia campagna promozionale rivolta ai dirimpettai croati era già pronta l'estate scorsa, poi l'instabilità del collegamento ha convinto i promotori a fermarsi. A portare avanti l'iniziativa, costo 100 mila euro, assieme al Comune, Camera di commercio, Aptr e Saga, è l'associazione «Ti amo Pescara» ("ti amo" in croato significa "andiamo"): guidata dall'imprenditore Andrea Di Bartolomeo, riunisce imprenditori, commercianti e industriali interessati a intrecciare relazioni con la Croazia.