PARIGI - Il conto alla rovescia è scaduto all'alba, quando hanno cominciato a riaprire le borse asiatiche, segnando la fine di una 48 ore di vertici straordinari, conference call, consultazioni. G7, G20, Banca centrale europea, capi di stato, governatori di banche centrali, ministri delle Finanze: i leader mondiali hanno disperatamente cercato una risposta comune al nuovo terremoto innescato dal taglio del rating americano e che rischia di travolgere le economie europee.
A prendere per primi l'iniziativa sono stati il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Anglea Merkel. Il primo annuncio è arrivato infatti ieri sera, con un comunicato congiunto franco-tedesco diffuso dall'Eliseo: vanno bene le misure annunciate dall'Italia, ma ora bisogna attuarle fino in fondo. Bene anche il fondo europeo Efsf, il fondo «salva stati» che «verrà rafforzato». Per la maggior parte degli analisti e dei paesi dell'Eurozona si trattava della decisione indispensabile per cercare di arginare la frana delle Borse e ristabilire un minimo di fiducia nei mercati.
Prima dell'inizio della riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea e prima dell'ultimo vertice telefonico del G7 a livello dei ministri delle Finanze, dall'asse franco-tedesco è arrivato quindi l'atteso sostegno a Italia e Spagna, con un invito a fare presto e ad attuare rapidamente tutte le misure annunciate.
Parigi e Berlino «giudicano con favore l'anticipo delle misure di riduzione del deficit deciso dall'Italia e dalla Spagna». I due paesi rilevano come in particolare «l'obiettivo del governo italiano di arrivare al pareggio di bilancio con un anno di anticipo è di una importanza fondamentale» e sottolineano come «un'attuazione rapida e completa delle misure annunciate è essenziale per restituire la fiducia dei mercati».
Fatto l'annuncio, Sarkozy e Merkel restituiscono la palla alla Bce che, scrivono, «sarà fondamentale per dirigere l'azione del fondo paneuropeo Efsf» e che dovrà «constatare l'esistenza di una situazione eccezionale sui mercati finanziari e dei rischi per la stabilità finanziaria sulla base di una decisione presa di comune accordo da parte degli stati membri».
Ai mercati rimasti scettici dopo gli accordi europei del 21 luglio, Francia e Germania ribadiscono il loro impegno «a una piena attuazione delle decisioni prese al vertice dei Capi di Stato e di governo della zona euro sulla Grecia» ed invitano i parlamenti nazionali a dare «rapidamente il via libera all'intesa europea prima di settembre». Mentre l'Eliseo diffondeva il comunicato firmato da Sarkozy e Merkel,cominciava la riunione dell Consiglio direttivo della Bce. I contatti a tutto campo tra le autorità si sono conclusi con un'ultima tele riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali dei paesi G7: un segnale di unità e fiducia lanciato a ridosso dell'apertura della borsa di Tokyo, che ha inaugurato questa settimana cruciale.
Il fine settimana più lungo era cominciato nella notte tra sabato e domenica, quando si erano riuniti per un vertice straordinario in conference call gli sherpa e alcuni ministri delle finanze del G7.
Obiettivo: preparare il terreno a una controffensiva planetaria contro lo spettro della recessione globale, rassicurare i mercati suoi debiti sovrani delle principali economie, mostrare che si è coperti e allineati. Nulla o poco è trapelato da questa riunione preparatoria, seguita appena qualche ora dopo, ieri mattina presto, da un'altra riunione del G20.
Anche le concertazioni tra i leader dei paesi emergenti sono state avvolte dalla più totale discrezione. Annunciata dal ministero delle Finanze brasiliano, la riunione del G20 è stata poi confermata, poco dopo la sua conclusione, dal vice ministro sud coreano Choi Jong-Ku, che ha parlato di «scambi d'opinione» e «concertazione».
La «diga» alzata questo fine settimana dai leader mondiali basterà ad arginare la piena della crisi economica? La prima risposta delle Borse, ieri, non è stata incoraggiante: tutti Listini del Medio Oriente hanno chiuso in ribasso, con un tracollo registrato a Tel Aviv: meno 7 per cento. L'operazione fiducia non era però ancora stata ultimata. Il verdetto dei mercati comincia oggi.