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Data: 09/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi e manovra - Pensioni nel mirino del Governo, blocco dell'anzianità e donne al lavoro fino a 65 anni, domani incontro con le parti sociali

ROMA La convocazione a Palazzo Chigi è per domani alle cinque. Gianni Letta, Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi incontrano le parti sociali, sindacati e imprenditori, per presentare le misure che dovranno consentire l'anticipo del pareggio di bilancio al 2013. Silvio Berlusconi sta rientrando a Roma dalla Sardegna, per partecipare all'incontro. Giovedì, poi, il ministro dell'Economia le illustrerà in Parlamento. Il governo ha promesso alla Ue un'accelerazione e, soprattutto, l'ha pretesa la Bce per garantire l'acquisto dei titoli del debito pubblico italiano. Quindi sindacati e associazioni aspettano di sentirsi dire come e in che tempi intende muoversi.
Ma nonostante il pressing dell'Europa, non è previsto al momento alcun Consiglio dei ministri in settimana e si allontana l'ipotesi di un decreto prima di Ferragosto, finalizzato a rastrellare nuove risorse per riportare il rapporto deficit/Pil entro lo 0,2-0,3 per cento nel 2013. Che tirasse aria di rinvio lo si è capito ieri mattina al termine dell'incontro tra il leader del Carroccio Umberto Bossi e i ministri Tremonti e Calderoli. Il Senatùr ha parlato esplicitamente di «misure a sostegno delle imprese» e non solo di tagli, preoccupato di un effetto depressivo della manovra sull'economia. E l'idea che si va delineando è quella di studiare anche interventi di stimolo alla crescita che diano una spinta alle entrate per contenere il rischio-recessione. A queste misure, che passerebbero anche da una semplificazione degli interventi per le imprese, starebbe lavorando in particolare il ministero dello Sviluppo. Si procederà quindi con una serie di tavoli tematici: lavoro, pensioni, crescita, di contenuto operativo. Da qui, la scelta di prendere tempo.
Resta il fatto che la Bce spinge per decisioni rapide e il governo dovrà dare risposte in tempi brevi. Per reperire i 20 miliardi necessari ad anticipare di un anno il pareggio dei conti, si sta lavorando alla delega su assistenza e fisco, ma non solo. La Cgil insiste sull'introduzione di una patrimoniale e non è escluso se ne stia valutando l'impatto sui redditi più alti. Non è un caso poi, che l'Agenzia delle Entrate abbia annunciato ieri una stretta sull'evasione che dovrebbe portare quest'anno 1 miliardo in più di entrate rispetto al 2010. Misure fiscali straordinarie sono da mettere in conto.
Nel mirino, poi, ci sono l'anzianità come anche l'anticipo dei 65 anni per la vecchiaia delle donne. Nel primo caso, si punta ad anticipare al 2012 il raggiungimento di quota 97 (62 anni più 35 di contributi o 61+36). Più estrema l'ipotesi di arrivare a quota 100 nel 2013. O addirittura si pensa ad un blocco tout court. Per le donne, l'avvio dell'innalzamento graduale ai 65 anni, che in base alla manovra dovrebbe avvenire tra il 2020 e il 2032, potrebbe essere anticipato al 2015 o, nell'ipotesi più restrittiva, al 2012. Ma la Lega è contraria e anche il ministro Sacconi. Più possibilista Tremonti. Per tutti, uomini e donne è poi possibile l'anticipo al 2012 dell'aggancio dell'età pensionabile alle aspettative di vita.
Per le pensioni di invalidità si studia un innalzamento dei requisiti di accesso (un'ipotesi è di passare dal 36 al 42%). Verrebbe poi introdotto un tetto di reddito per usufruire dell'assegno di accompagnamento.
Di sicuro domani si parlerà dello Statuto dei lavori. Fissati alcuni diritti costituzionali indisponibili (di sciopero, di rappresentanza sindacale, di sicurezza sul lavoro, etc.), le altre tutele sindacali potranno essere rimodulate in base agli accordi contrattuali collettivi (vedi il caso Fiat). L'applicazioni di questi accordi erga omnes sarà garantita dal recepimento dell'accordo interconfederale firmato tra Confindustria e sindacati, Cgil inclusa, a fine giugno.

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