Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.119



Data: 09/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Bus pieno, due anziani a terra. Il viaggio dalla Pineta all'ospedale in quasi 3 ore

LA DISAVVENTURA «Mia moglie è diabetica»

PESCARA. È un'odissea quella vissuta da Francesco Bontempo, portalettere in pensione, che domenica sera ha tentato in ogni modo di tornare a casa con un autobus del servizio pubblico.
Più di due ore e mezza per percorrere pochi chilometri, da via della Pineta a via Montacquaviva, nei pressi dell'ospedale Spirito Santo.
«Ero con mia moglie», racconta, «e dopo un pomeriggio trascorso in spiaggia siamo andati alla fermata del pullman in attesa del numero 2 della Gestione trasporti metropolitani. Erano le 18.37, ho guardato l'orologio, e il primo bus utile è passato alle 19.50. Ma era strapieno ed è potuta salire a bordo una sola persona», continua Bontempo ancora visibilmente arrabbiato, «il secondo autobus è arrivato alle 20.05 ma l'autista non ha aperto le porte, così come pure quello successivo, pochi minuti dopo».
A quel punto l'aspirante viaggiatore ha perso le staffe. «Se non fosse stato per la presenza di mia moglie che soffre di diabete sarei tornato a piedi, così invece ho pensato di mettermi davanti al bus e di bloccarne la ripartenza, ma poi mia moglie mi ha riportato alla calma, e abbiamo continuato ad aspettare». Alle 20.12 arriva finalmente un pullman disponibile, ma l'odissea non è finita.
«Arriviamo alla fermata nei pressi del Comune di Pescara alle 20.25 e ci vediamo passare davanti il 9, così non ci resta che attendere l'arrivo del 5 che parte dalla stazione alle 20.40. Siamo arrivati alla fermata di casa nostra dopo le 21, stremati da quasi tre ore di disagi».
Una domenica d'agosto da dimenticare per questo signore che per tanti anni ha lavorato in Svizzera e in Canada. «Una cosa del genere lì non l'ho mai vista, eppure io uso da sempre i mezzi pubblici perché non ho la patente e poi lo ritengo un gesto di civiltà e di rispetto per l'ambiente, ma così è veramente assurdo. Con lo stesso tempo ci sarei andato a Roma».
La protesta di Bontempo non è isolata, sono diversi i cittadini che usufruiscono del servizio di trasporto pubblico della Gtm, di cui è presidente Michele Russo, e soprattutto in estate lamentano ritardi e la presenza di poche corse, molte strapiene. «Non mi spiego alcuni orari sballati», aggiunge Bontempo, «l'11 ad esempio la domenica parte da Pescara centrale ogni 20 minuti mentre il 5, che serve anche l'ospedale, parte ogni mezz'ora, e il 4 addirittura ogni ora». Un problema per chi ha acquistato un biglietto valido 90 minuti (al costo di un euro), perché non fa in tempo ad arrivare alla propria destinazione che già deve ripartire se vuole usufruire dello stesso biglietto.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it