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Pescara, 14/04/2026
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Data: 09/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ranghelli si è dimesso elezioni dopo gli arresti. Il sindaco molla, dibattito in consiglio sullo scandalo. Seduta ad alta tensione, tra slogan e risse sfiorate

SPOLTORE - Alla fine si è dimesso, due settimane dopo l'uragano che ha scosso la città. E qualche ora prima del consiglio comunale straordinario che già si preannunciava infuocato. Le dimissioni del sindaco di Spoltore Franco Ranghelli, dal 26 luglio agli arresti domiciliari come Marino Roselli e Luciano Vernamonte, sono state recapitate ieri mattina al Comune. Se non ci ripenserà, passati 20 giorni, a palazzo di città arriverà il commissario prefettizio per traghettare Spoltore al voto della prossima primavera, peraltro scadenza naturale di mandato. Quattro anni turbolenti, tra rimpasti di giunta, metamorfosi di maggioranza e scossoni politici, fino al colpo giudiziario che ha portato Ranghelli ai domiciliari due settimane fa. Ieri l'addio, una paginetta in tutto scritta a mano. «Notifico ufficialmente le mie dimissioni da sindaco - ha scritto nella nota intestata a presidente del consiglio, vicesindaco, segretario -. La decisione seppur sofferta matura per le note vicende giudiziarie che mi vedono coinvolto. Al fine di dare un chiaro segnale di non attaccamento alla poltrona e per affrontare con la necessaria serenità la mia posizione nel quadro delle contestazioni che mi sono state addebitate. Ringrazio quanti hanno inteso in questo percorso intenso e impervio collaborare per l'interesse generale dell'ente e per la collettività. Con grande e infinita amarezza saluto la cittadinanza tutta di Spoltore».
Con la comunicazione delle dimissioni del sindaco, il presidente di consiglio Valerio Spadaccini ha aperto ieri sera la seduta straordinaria già convocata per discutere dell'uragano e del futuro amministrativo. Consiglio ad alta tensione, tra i banchi e nella platea foltissima. «Dimissioni ora»: è lo striscione rivolto al consiglio, e tirato fuori dopo che il consigliere Enio Rosini, Pdl, ha chiesto e letto l'ordinanza che aveva portato ai domiciliari il sindaco Ranghelli, Roselli e Vernamonte nell'ambito dell'inchiesta, condotta dalla forestale, che conta 13 indagati con accuse che vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione a tentata concussione, al falso ideologico all'abuso d'ufficio. Rissa ancora una volta sfiorata con il consigliere di maggioranza, Pace, che ha perso le staffe. I carabinieri lo calmano. «La Spoltore degli onesti chiede una nuova classe dirigente», ha detto il consigliere Massimo Di Felice, Udc, prima che a turno i capigruppo di opposizione chiedessero le dimissioni di tutti i consiglieri, al lordo di dichiarazioni di solidarietà umana e fiducia nella magistratura. «Chiediamo che rassegniate tutti immediate e irrevocabili dimissioni», ha chiesto Luciano Di Lorito, Idv. Anche per accelerare il commissariamento. Così anche il comitato No Rifiuti a Fosso Grande: «Ci attendiamo che la decisione del sindaco rimanga valida e sia definitiva - premette Alessio Di Pasquale -. Uno stesso senso di responsabilità da parte del resto dell'amministrazione potrebbe accelerare le procedure per il commissario». «Ci auguriamo che l'attuale maggioranza abbia un sussulto di dignità», dice Rifondazione.





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