L'AQUILA. «Associazioni di categoria e sindacati hanno evidenziato i rischi per l'economia abruzzese in assenza di scelte coraggiose e coerenti che coinvolgano la Regionale e il Governo. Circa la provincia dell'Aquila, dev'essere chiaro che questo territorio rischia di pagare un prezzo ancora più alto». A parlare è il segretario della Cgil, Umberto Trasatti.
«Dopo il sisma» dice «chiedemmo al governatore Gianni Chiodi alcune misure per rilanciare l'economia delle zone colpite. Tra le altre la deroga al patto di stabilità per gli enti locali, le modifiche alla zona franca urbana per aiutare le imprese locali e l'equo trattamento sul tema delle tasse. Dopo due anni e mezzo queste risposte non sono arrivate. Si sta discutendo, invece, del cosiddetto Patto per l'Abruzzo e della necessità di un urgente incontro con il governo per i necessari finanziamenti a sostegno dell'economia. La prima domanda che la Cgil pone è dunque la seguente: dentro questo Patto è previsto un capitolo riferito al rilancio dell'economia delle zone terremotate? Ed ha la Regione la forza e la volontà di porre al governo la questione del rilancio delle zone colpite dal sisma? Noi non siamo più disponibili ad accettare che le risorse destinate al cratere vengano utilizzate in tutto l'Abruzzo per iniziative che nulla hanno a che fare con gli effetti del sisma».
«Per quel che ci riguarda» conclude il segretario della Cgil «se i tavoli di discussione non porteranno a risultati tangibili e concreti per questo territorio, tutte le forze sociali non potranno che prenderne atto e promuovere iniziative di mobilitazione e di lotta necessarie a determinare un cambio di rotta a favore di un'area duramente duramente colpita dal terremoto».