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Pescara, 14/04/2026
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Data: 10/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Chiodi: difendo le scelte sui Fas «Il piano è concordato con le parti sociali, è quello che serve all'Abruzzo»

PESCARA. «Se l'Abruzzo non è nel Piano per il Sud è perché l'Abruzzo non è più una regione del Sud». Il governatore Gianni Chiodi risponde così a chi, opposizione e parti sociali, lamenta l'esclusione della regione dal riparto dei Fondi Fas per il Mezzogiorno.
Si tratta dei 7 miliardi e 400 milioni deliberati dal Cipe il 3 agosto. Fondi che hanno messo in ombra l'anticipo di 12 milioni ottenuto nella stessa seduta dall'Abruzzo per il Mondiale di sci di Roccaraso. Mentre per gli altri 600 milioni del Fas regionale bisognerà aspettare settembre, come ha assicurato il ministro Raffaele Fitto, e comunque la prossima riunione del Cipe. «Il Sud è nell'Obiettivo Convergenza, l'Abruzzo è nell'Obiettivo Competitività», puntualizza Chiodi sfogliando la geografia degli incentivi. «Noi non abbiamo le dinamiche del lavoro che ci augureremmo, ma non abbiamo certo la disoccupazione a due cifre delle regioni del Sud», aggiunge riflettendo sui dati diffusi il giorno prima da Cisl e Confesercenti. È per questo, aggiunge il governatore, che «non siamo Sud» e che il «polverone» sollevato dai «senatori dell'opposizione» è fuori luogo, «poiché l'Abruzzo non è mai stato in quel programma». Invece «la nostra Regione è stata l'unica ad avere ottenuto un'anticipazione molto limitata ma che risolve una questione importante. Eppure quella che doveva essere una nota positiva è stata ribaltata ed è diventata negativa».
Ma se i fondi Fas sono così difficili da incassare, non è perché «la Regione non si sa difendere», incalza Chiodi, aprendo il capitolo del peso della Regione a Roma. Anzi, «abbiamo subito meno tagli di altre Regioni», e le decurtazioni che ci sono state (circa 100 milioni) «sono state decise e accettate per garantire gli ammortizzatori sociali in un momento difficilissimo».
Mentre altri 160 milioni sono stati dirottati sulla sanità per evitare nuove tasse e rimediare a una «gestione scellerata e alla distrazione di somme verso altri capitoli di spesa, di cui anche il partenariato ha beneficiato».
E il Fas bocciato dal Cipe? Falso, dice Chiodi. Si è trattata di una «semplice interlocuzione» col governo che ha portato ad aggiustamenti dovuti alle decurtazioni: «Il nostro Fas è intonso e così sarà deliberato». Ed è quello «concordato con le parti sociali e con il Patto per lo sviluppo». Chiodi ammette di aver riflettuto sulla possibilità di concentrare le risorse su pochi interventi, anche perché la recente manovra Tremonti ne affriva la possibilità. «Ho cercato il confronto con le parti sociali e tutte hanno detto che il nostro Fas è quello di cui ha bisogno l'Abruzzo», come è stato ribadito anche con una lettera del 2 agosto indirizzata al governo, nella quale si elencano anche le opere sulle quali la Regione sta già investendo in attesa di incassare i fondi.
Anche sulla strategicità degli interventi Chiodi non ha dubbi: «Le opere inserite nel Fas sono tutte strategiche. Una sola opera da 600 milioni produrrebbe effetti sul nostro sistema economico tra 10-15 anni, noi abbiamo bisogno di dare risposte immediate alle questioni che rendono l'Abruzzo competitivamente debole: la piccola dimensione delle aziende, la scarsa internazionalizzazione, i fenomeni erosivi della costa, il sistema di depurazione tra i peggiori del mondo occidentale, i trasporti». Chi indentifica invece la strategicità di un'opera con la sua «visibilità», ha una «visione vecchia». Quanto alle infrastrutture, Chiodi ricorda che c'è un accordo per 900 milioni firmato col ministero per opere con sono già in fase progettuale avanzata.
La replica di Chiodi non interromperà la discussione sui Fas. Ieri, dopo le ripetute sollecitazioni delle opposizioni, un irritato Nazario Pagano ha convocato la seduta straordinaria del Consiglio regionale a Ferragosto: «Visto che nei consigli straordinari non si decide nulla di concreto, se lo scopo è quello di dimostrare che i consiglieri lavorano, allora serviva una data simbolo. E quella di Ferragosto fa capire chiaramente che si lavora anche in ferie». L'ordine del giorno è "Piano per il Sud: iniziative urgenti per riammettere l'Abruzzo alla ripartizione dei fondi". Carlo Costantini (Idv) si è detto soddisfatto per la convocazione, «molto meno per la rassegnazione preventiva sulla sua possibile efficacia».

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