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Pescara, 14/04/2026
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Data: 10/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Cisl: basta assunzioni clientelari. Dal sindacato appello alle imprese: no alle raccomandazioni dei politici

PESCARA. Le assunzioni clientelari non sono una prerogativa dei concorsi pubblici. La consuetudine del sottogoverno, in Abruzzo, è una pratica ben conosciuta anche nel settore privato. A sostenerlo è Antonio Scuteri, della segreteria regionale Cisl.
Il quale, dopo aver proposto un patto etico ai prefetti, lancia un appello agli imprenditori perché raccomandopoli resti fuori dal governo del mercato del lavoro privato.
La Cisl incassa con soddisfazione la disponibilità del vicepresidente della Regione, Alfredo Castiglione, a sottoscrivere il patto per evitare concorsi pubblici farsa e senza adeguata pubblicità. E si complimenta per il coraggio dimostrato dal presidente regionale dei Giovani democratici, Alessandro Marzoli, nel dichiarare che la politica influenza e determina non solo le selezioni nei posti pubblici, ma spinge sugli imprenditori privati a reclutare personale privilegiando lo schema dell'appartenenza politica.
Per Scuteri, gira proprio attorno a questa amara constatazione la necessità di dover assicurare un'occupazione ai giovani più bravi e bisognosi attraverso un galateo delle assunzioni. Questione troppo seria, specie in tempi di scarsità di posti di lavoro e di profonda crisi economica, che non può essere affrontata con superficialità e leggerezza.
«Premesso che nel mercato del lavoro privato della nostra regione ben il 75 per cento delle assunzioni che vengono fatte annualmente sono in gran parte su spinta politica», afferma Scuteri, «bisogna ricordare che si tratta spesso di no contratti a tempo determinato, co.co.co., tirocini formativi, apprendistato e interinale».
Il rilievo della sindacalista Cisl è preciso. «Per chi conosce le agevolazioni sulle assunzioni», dice Scuteri, «è chiaro che queste vengono in gran parte irregolarmente utilizzate dagli imprenditori non per qualificare le proprie aziende, investire in capitale umano e valorizzare i lavoratori attraverso l'aggiornamento professionale di cui il mercato del lavoro ha assoluto bisogno. I contratti a tempo determinato servono oggi, a gran parte degli imprenditori, solo per avere gli sgravi contributivi e fiscali, per abbattere il costo del lavoro».
La Cisl parla di precarietà diffusa e generalizzata, di mano libera sui lavoratori «che spesso finiscono per dequalificarsi, perché sono quasi sempre costretti, durante la giornata di lavoro, a offrire prestazioni di manovalanza, alimentando così concorrenza sleale, mancato rispetto dei contratti e lavoro nero».
Da qui l'appello agli imprenditori.
«E' necessario», riprende Scuteri, «ripristinare le regole, tenere la politica fuori dal governo del mercato del lavoro privato, e coinvolgere, attraverso la contrattazione, gli enti bilaterali nel processo di collocazione e ricollocazione dei lavoratori nel mercato del lavoro in collaborazione con i Centri per l'impiego».
Come centrare questi obiettivi?
«Utilizzando in modo virtuoso tre strumenti: ammortizzatori sociali per garantire al lavoratore di poter vivere e mantenere la propria famiglia anche nei periodi di non lavoro; formazione continua, mirata all'occupazione, e infine il collocamento, per realizzare un più efficace incontro tra domanda e offerta di lavoro attraverso una rete di collocamento pubblico (centro per l'impiego) e privato, che veda il coinvolgimento delle organizzazioni imprenditoriali e sindacali tramite gli enti bilaterali. Solo così», chiosa Scuteri, «sarà possibile sconfiggere l'abuso della prestazione lavorativa flessibile e precaria. Una pratica che dilaga nelle piccole e medie aziende abruzzesi».

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