Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.119



Data: 10/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi e manovra - Il piano del governo. Sacconi: sulla previdenza decideremo. Stretta sugli assegni di anzianità più tasse sulle rendite finanziarie

ROMA Frenata sulle pensioni d'anzianità tanto che diventerà sostanzialmente impossibile, per gli uomini, lasciare il lavoro prima di avere compiuto 65 anni. Ma non ci sarà solo la previdenza nel pacchetto che Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi presenteranno oggi alle forze sociali. Tra le misure che si stanno studiando per anticipare il pareggio di bilancio al 2013 c'è anche il fisco con l'aumento dell'aliquota sulle rendite finanziarie dal 12,5 al 20 per cento e non è esclusa l'introduzione di una patrimoniale: certamente non sulla prima abitazione, è su sulla seconda casa che si potrebbe intervenire.
Il governo cerca la quadra sul pacchetto di misure che serviranno a reperire i 20 miliardi aggiuntivi, necessari a riportare il rapporto deficit/Pil allo 0,2% (oggi siamo al 3,9%), come chiede la Ue e sollecita la Bce. Ma la cura sarà dura e difficile da accettare. Da un lato, sindacati e Confindustria hanno già chiesto contropartite: liberalizzazioni e un chiaro taglio ai costi della politica, innanzitutto. Dall'altro, la Lega teme i contraccolpi di interventi concentrati soprattutto su tagli e risparmi. Il ministro del Lavoro ha cercato di rassicurare entrambi: sulle pensioni «non c'è nulla di deciso. Guarderemo insieme - ha dichiarato Sacconi al Tg1 - alla sostenibilità dei conti previdenziali che certamente nel medio-lungo periodo sono a posto; nel breve termine ne faremo una verifica con le parti sociali». Un messaggio rivolto al leader della Cisl Bonanni, ma anche a Umberto Bossi che morde il freno invoca misure per le imprese.
Alla vigilia dell'incontro di oggi pomeriggio, dunque, se arriva una boccata d'ossigeno dai mercati, sul fronte interno si aprono le prime sfide. Ma appare chiaro che non sarà sufficiente raschiare il barile della delega sull'assistenza, con requisiti più severi e maggiori controlli sull'invalidità civile e limiti di reddito per l'indennità di accompagnamento. Da lì potranno arrivare 1,6-1,8 miliardi secondo alcune elaborazioni fatte dall'Inps tempo fa. Serve di più e quel di più dovrà arrivare dalle pensioni. Nel mirino è soprattutto l'anzianità: si punta ad anticipare al 2012 il vincolo di quota 97 (62 anni più 35 di contributi). Per poi raggiungere quota 100 (65+35) nel 2015. In questo modo si bloccherebbero circa 30.000 uscite nel 2013, 40.000 nel 2014 e 60-70 mila nel 2015 con un risparmio consistente in quattro anni: 2,5 miliardi. Altre risorse arriverebbero dall'aumento dell'aliquota sulle rendite finanziarie, prevista nella delega sul fisco, che potrebbe portare 1,8-2 miliardi l'anno. Il pensionamento delle donne a 65 anni, previsto tra il 2020 e il 2032, è una delle altre variabili sotto osservazione ma appare più difficile da realizzare: lo stesso Sacconi non ne è convinto. Restano in piedi le altre ipotesi sull'introduzione di un limite di età per la reversibilità della pensione o sull'aggancio dell'età di vecchiaia (e anzianità) per tutti, uomini e donne, alla speranza di vita sin dal 2012.
Su tutta la partita, scenderà in campo direttamente il premier Berlusconi che è atteso oggi all'incontro di palazzo Chigi. Un po', si dice, per non lasciare tutta la scena a Tremonti. E un po' per mettere alcuni paletti, come la conferma del suo no alla patrimoniale alla quale è, da sempre ostile. Nelle misure che gli sherpa stanno esaminando, c'è molta carne al fuoco: dall'aumento dell'Iva su alcuni beni (osteggiata dalla Confcommercio) alla stretta su enti locali e ministeri, fino alla privatizzazione di aziende pubbliche locali (rifiuti, trasporti, energia). Ieri sera sindacati e imprese non si aspettavano di ricevere oggi un elenco dettagliato di misure. Ma almeno le prime cifre sull'entità della manovra aggiuntiva nel 2012: sarebbe di 25-30 miliardi se ci si limitasse ad un semplice spostamento delle correzioni già definite per il 2013. Non sarà così, con ogni probabilità.
Domani Tremonti sarà alla Camera per presentare le novità sulle modifiche costituzionali già annunciate. E non è escluso che là vengano inserite le contropartite sulla riduzione del numero dei parlamentari e il senato federale che in tanti invocano.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it