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Pescara, 14/04/2026
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Data: 10/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cgil: «I fondi del sisma dirottati in tutto l'Abruzzo»

Duro attacco della Cgil al presidente della Regione sulle misure a sostegno dell'economia dei territori colpiti dal terremoto. Il segretario Umberto Trasatti ha avvisato: «Servono risorse specifiche e non si può più accettare che i fondi vengano destinati a tutto l'Abruzzo». La provincia dell'Aquila, infatti, secondo la Cgil rischia di pagare un prezzo più alto rispetto al resto della regione proprio a seguito del sisma.
«Al governatore Chiodi -dice Trasatti- chiedemmo alcune misure per rilanciare l'economia delle zone colpite: tra le altre la deroga al patto di stabilità per gli enti locali, il finanziamento dei contratti di programma, le modifiche alla zona franca urbana per aiutare le imprese locali e l'equo trattamento sul tema delle tasse. Dopo due anni e mezzo queste risposte non sono arrivate». Il momento, però, è particolarmente importante perché si sta discutendo del cosiddetto Patto per l'Abruzzo e della necessità di un urgente incontro con il governo e i ministeri competenti per i finanziamenti a sostegno dell'economia. «Nel patto -si chiede Trasatti- è previsto un capitolo specifico riferito al rilancio dell'economia (con relativi finanziamenti) delle zone terremotate? Ha la Regione Abruzzo la forza e la volontà di porre al governo una questione specifica riferita al rilancio delle zone colpite dal sisma?».
La Cgil, dal canto suo, si dice «non più disponibile ad accettare che le risorse destinate alle aree terremotate vengano utilizzate in tutto l'Abruzzo per iniziative che nulla hanno a che fare con gli effetti del sisma, come è accaduto sui fondi Anas per le infrastrutture, su quelli per le scuole, con il maldestro tentativo sui fondi per l'Università, per la bonifica di siti inquinati, per le consulenze d'oro».
Il sindacato ha apprezzato ciò che il senatore Legnini ha sottolineato (ovvero che gli interventi indicati nel masterplan vanno sorretti cambiando la legge sul terremoto e inserendo azioni di rilancio economico), ma ha ammonito: «Quella legge è rivolta specificamente alle zone colpite dal sisma e non alla totalità della regione Abruzzo. Bene dunque la proposta di finanziare con parte di questi fondi la ripresa economica, ma tutto ciò va fatto all'interno del cratere ed in particolare nella provincia dell'Aquila, quella che paga più delle altre il prezzo del terremoto e che da oltre due anni aspetta i fondi per il rilancio economico e la fine di una gestione commissariale che ha determinato nei fatti il blocco della ricostruzione». Se i tavoli di discussione non porteranno a risultati tangibili e concreti, infine, «tutte le forze sociali non potranno che prenderne atto e promuovere le iniziative di mobilitazione e di lotta».

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